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Mosel-Camino in gruppo: da Bernkastel-Kues a Treviri

Cinque giorni a maggio 2014 con 15 pellegrine sul Mosel-Camino: temporali, vigneti, Zitronenkrämerkreuz e arrivo all’abbazia di St. Matthias a Treviri.

8 ottobre 20266 min di lettura
Mosel-Camino in gruppo: da Bernkastel-Kues a Treviri

Dal 26 al 30 maggio 2014 Norbert ha percorso con 15 pellegrine il Mosel-Camino da Bernkastel-Kues a Treviri – in quattro tappe passando per Osann-Monzel, Klüsserath e Schweich, tra temporali, vigneti ripidi e un arrivo finale all’abbazia di St. Matthias.

Dal 26 al 30 maggio 2014 ho camminato con 15 pellegrine da Bernkastel fino a Treviri. Eccone un piccolo resoconto.

1° giorno – Tutto fantastico, tutto bagnato

Oggi è stato il nostro primo giorno, da Bernkastel-Kues a Osann-Monzel. Il percorso è lungo circa 10 km ed è bello da camminare. Il primo tratto, fino a Lieser, segue la Mosella.

Poi si sale tra i vigneti e il sentiero in realtà è bellissimo. L’unica cosa che oggi ha dato fastidio sono state le piogge torrenziali e il temporale. Ho deciso di proseguire, e così dopo pochi minuti non ero più asciutto – almeno davanti. Dopo circa mezz’ora il temporale era passato e il tempo era di nuovo piacevole per camminare.

Arrivato nella nostra ottima pensione, ho potuto aprire lo zainetto e volevo mettermi i pantaloni di ricambio. Ma neanche quella era una soluzione, perché il temporale era entrato anche nello zainetto. Allora restano solo i pantaloni corti. Nessun problema, visto che al momento fa di nuovo caldo. La serata è stata bella e sono tornato in camera abbastanza presto, perché sono anche stanco.

2° giorno – Per fortuna niente pioggia

Stamattina accendo la radio e la prima cosa che sento è un’allerta maltempo per il Rhein-Erft-Kreis. Cominciamo bene. Be’, per fortuna i vestiti del giorno prima sono di nuovo asciutti e così posso partire senza problemi.

Dopo colazione è proprio quello che facciamo, e per precauzione mi sono messo i pantaloni corti, visto che dovrebbero asciugarsi in fretta. Fino a mezzogiorno è andato tutto bene e siamo arrivati a Klausen con i piedi asciutti. Prima passo a prendere il timbro del pellegrino nel negozio del paese di Klausen. Piano piano si alza il vento e sono curioso di vedere se ci bagneremo ancora. No – questa volta siamo stati davvero fortunati e così il pellegrinaggio ha potuto continuare. Nel frattempo abbiamo anche la nostra prima ferita. Una vescica coi fiocchi su entrambi i talloni. Speriamo che vada tutto bene.

Verso le 16:00 siamo arrivati a Klüsserath e abbiamo portato a termine la nostra prima giornata intera. Sono proprio fiero di me e ho una fame da lupi, eppure per prima cosa mi addormento di nuovo nella mia pensione. Questa volta non è bella come quella di ieri, perché il WC e la doccia sono sul corridoio, ma tutto sommato va bene.

3° giorno – Camminare e godersela

Oggi siamo andati da Klüsserath a Schweich. Il percorso è lungo circa 15 km e avevo la sensazione che non facessimo altro che salire ripidamente. Almeno per quasi i primi 7 km è stato davvero così. A mezzogiorno eravamo al cosiddetto Zitronenkrämerkreuz, dove facciamo la pausa pranzo.

Ma torniamo al mattino: contro ogni aspettativa mi sono alzato benissimo, e quando sono sceso a colazione mi stavano già aspettando. Ieri sera era piaciuto molto a tutti, e non solo a me. Dopo colazione siamo andati in centro a Klüsserath e abbiamo ritrovato gli altri. Dopo aver preso i timbri del pellegrino all’Infocenter di Klüsserath, finalmente siamo partiti.

Il percorso, come descritto sopra, sale. A mezzogiorno allo Zitronenkrämerkreuz c’è stata una pausa più lunga.

La pausa non era ancora finita e, siccome c’era il sole, per il tempo rimasto mi sono sdraiato su un prato, ho osservato gli insetti e poi per mezz’ora sono sparito – o devo dire: mi sono addormentato. Sì, tutte e due le cose. Bruscamente sono stato strappato ai miei pensieri da un forte «Norbert, si riparte!», e così mi sono alzato e ho riso di nuovo con gli altri.

Nel pomeriggio sono arrivati gli 8 km successivi. Non c’erano più segnali. Cercavamo, ma niente. Siamo andati di qua e di là lungo greggi di pecore e ben presto abbiamo trovato comunque una conchiglia. Il cammino continua. Nell’ultimo tratto siamo solo scesi. Abbiamo completato la tappa successiva e siamo arrivati tutti a Schweich.

Il nostro hotel a Schweich è buono e mi ci trovo molto bene. Dopo il mio consueto pisolino pomeridiano, come premio c’è stato un gelato.

La sera avevamo scelto un ristorante fantastico (Wallerath). Era tutto squisito.

4° giorno – Su e giù – Treviri, arriviamo

Dovevamo partire un po’ prima e la partenza era fissata alle 7:30. La colazione doveva esserci dalle 7:00.

Poi da Schweich siamo andati a Treviri. È stata la tappa più lunga e anche molto impegnativa, perché si saliva e si scendeva continuamente. Ed è arrivato il momento, il momento in cui la resistenza mi ha abbandonato. Non riuscivo più a salire. I miei passi si facevano sempre più piccoli e la salita non voleva finire. Siccome ero da solo, potevo semplicemente continuare a camminare con calma. Un passettino dopo l’altro. Finalmente ce l’ho fatta. Nel punto più alto dovevamo aspettare e dopo qualche minuto sono arrivati anche gli altri.

Molti di quelli che arrivavano in cima raccontavano di aver avuto gli stessi problemi. Be’, allora non sono stato l’unico a salire con il fiato corto.

A Trier-Ehrang abbiamo celebrato la messa. Mi ero rallegrato all’idea di una messa come quelle che conosco a casa, ma purtroppo c’era solo il vecchio «Gotteslob» e si cantavano solo canti che nessuno di noi conosceva.

Dopo la messa c’è stata la pausa pranzo e poi si è ripreso a salire. Dopo la salita si scendeva per una scala che in realtà non si potrebbe più chiamare così. Era completamente dilavata ed era molto difficile scendere da lì.

Dopo la discesa ci eravamo meritati prima di tutto un caffè. In una piccola osteria a Trier-Biewer per prima cosa ci hanno fatto notare che avevano solo 10 tazze e che quindi non potevano servirci tutti contemporaneamente. Ma nel complesso ha funzionato.

Si prosegue in direzione di Treviri. Ancora solo «il ponte» e abbiamo raggiunto la nostra grande meta. Sono fiero di essere arrivato fin qui.

Stanotte dobbiamo dormire al Josefsstift. È un vecchio convento circondato da un grande muro, a sua volta protetto da filo spinato. Ho la sensazione che non piaccia davvero a nessuno. In quest’ala c’è solo una doccia e un WC sul corridoio. Si sentono le parole dette nelle stanze accanto, lo scroscio dell’acqua dalla doccia del corridoio, il via vai nel corridoio. Poi si va a cena. C’erano davvero solo pane, affettati e troppo poca insalata e dessert. Qualsiasi ostello della gioventù della Renania-Palatinato offre più comfort di questo alloggio. In questa casa non c’è proprio bisogno di tornare.

5° giorno – Il mio ultimo giorno a Treviri

Ecco, è finita.

Oggi c’era il pellegrinaggio urbano a Treviri fino all’abbazia di St. Matthias e poi si torna in centro, al duomo e a tutte le attrazioni che Treviri ha da offrire. Ovviamente non può mancare un pranzo.

Dopo la colazione al Josefsstift abbiamo avuto anche una messa nella cappella della casa.

La nostra camminata lungo la Mosella fino all’abbazia di St. Matthias è bella. In pochissimo tempo abbiamo raggiunto l’abbazia e nella cripta abbiamo potuto vivere un momento di riflessione per la giornata. Per concludere abbiamo preso i nostri timbri del pellegrino e fatto l’immancabile foto di gruppo.

Si torna in centro – pranzo e passeggiata tra le attrazioni di Treviri.

Il cammino su Camino Ninja

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