Una coppia di coniugi si lancia in questa avventura: 280 km pieni di magia lungo il sentiero costiero portoghese. Insieme, all’unisono, con il rumore del mare nelle orecchie. Parti e basta!
1 luglio 202610 min di lettura
Un resoconto di pellegrinaggio del tutto personale
La decisione
Per mia moglie Birgit (58) e per me (65) è stato subito chiaro che avremmo percorso il Cammino di Santiago portoghese dalla città portuale di Porto, in Portogallo, fino alla leggendaria città di pellegrinaggio di Santiago de Compostela, in Spagna.
In quella città spirituale della Galizia in cui le spoglie mortali di San Giacomo Apostolo sono custodite nella cattedrale locale. Vogliamo scoprire di persona cosa spinge milioni di persone sin dal IX secolo, anno della scoperta della tomba dell’apostolo. Percorrere un tratto di quel cammino, attorno al quale si intrecciano miti e avventure.
Da Porto lungo la costa atlantica
Dopo aver trascorso una giornata alla scoperta della splendida città di Porto, famosa anche per le sue numerose facciate decorate con piastrelle (azulejos), finalmente si parte. Ben preparati, il 6 maggio 2019 intraprendiamo il “Caminho Português”, un percorso costiero lungo circa 280 chilometri.
Abbiamo suddiviso il percorso complessivo in 13 tappe, quindi in media dovevamo percorrere circa 20 chilometri al giorno. Ciò avrebbe dovuto essere fattibile, dato il profilo del percorso piuttosto pianeggiante. Gli alloggi erano stati prenotati in anticipo, e abbiamo fatto bene.
Molti pellegrini erano già in viaggio a maggio e per questo motivo alcune strutture ricettive lungo il percorso costiero, sempre più frequentato, erano al completo. Un pellegrino ci racconta di aver dovuto camminare altri 8 chilometri per trovare un alloggio per la notte.
D'ora in poi i nostri compagni di viaggio costanti saranno i nostri zaini. Nei primi due giorni lo definisco un fastidioso "ulcera" da 10 chili sulla schiena. Dal terzo giorno non lo sento più e dal quarto giorno mi manca persino quando lo tolgo. Per fortuna le scarpe da trekking sono comode e ben rodate; le indosso e non sento più i piedi, proprio come deve essere. Nessuno di noi ha avuto vesciche ai piedi. E, per dirla subito, no, non ci sono stati litigi di coppia, anzi, al contrario: abbiamo camminato in armonia allo stesso ritmo e ci siamo goduti le tante nuove impressioni. È stato un pellegrinaggio condiviso con tutti i sensi.
Nel vero senso della parola. Abbiamo visto, sentito, annusato e assaggiato tante cose nuove.
Le prime cinque tappe in Portogallo si snodano lungo la costa atlantica. Sempre alla sinistra, il fragore imponente del mare e i versi inconfondibili dei gabbiani.
Con tempo caldo ma ventoso, si cammina per chilometri, spesso da soli, in tutta tranquillità e relax lungo sentieri ben tracciati con assi di legno, attraverso dune e baie solitarie che invitano a fermarsi un attimo per riprendere fiato, passando accanto a spiagge idilliache e piccoli paesini da sogno. Di tanto in tanto ci sono piccoli acquazzoni, che però non ci danno fastidio.
In cammino: compagni di pellegrinaggio e frecce gialle
Di tanto in tanto incontriamo altri pellegrini e ci scambiamo il tradizionale saluto “buen camino”. Con alcuni ci si ferma a chiacchierare più a lungo e si percorre un tratto di strada insieme. Di tanto in tanto ci si incontra di nuovo lungo le tappe e tutti sono felici di rivedersi.
Mia moglie è affascinata dalle calle e dalle strelitzie che crescono spontaneamente quasi ovunque. Anche il pesce fresco, che gustiamo qui ogni sera, le piace moltissimo.
A guidarci lungo il percorso è la freccia gialla, presente ovunque in modo affidabile, che segna con sicurezza il Cammino di Santiago. Purtroppo il percorso costiero in Portogallo non è ancora stato completato in tutta la sua lunghezza, per cui veniamo spesso deviati verso l’entroterra, più tetro, su sentieri meno suggestivi. Ma torniamo sempre al mare.
Proprio qui in Portogallo molte persone ci rivolgono la parola in modo cordiale; alcune hanno lavorato in Germania, per lo più nel porto di Amburgo, e parlano un po’ di tedesco. Ammirano il nostro progetto e ci augurano un “bom caminho” o un “bom dia” alla portoghese. Altri hanno percorso loro stessi il Cammino di Santiago e ci danno volentieri consigli da esperti e indicazioni su dove fermarci per una breve pausa. È sempre bene cercare i caffè frequentati anche dalla gente del posto. Un ottimo consiglio, come abbiamo potuto constatare anche dai prezzi convenienti. Siamo stati ben accolti ovunque. Riconosciuti come pellegrini – dopotutto portiamo la conchiglia di San Giacomo, simbolo del pellegrinaggio, sugli zaini – ci viene tributato grande riconoscimento e la gente cerca di fare conversazione con noi.
Spesso basta un “pollice in su” di apprezzamento. Molti automobilisti suonano il clacson in segno di apprezzamento.
Una benedizione che non dimenticheremo mai
Già durante la terza tappa abbiamo vissuto un incontro indimenticabile e molto emozionante. Ci siamo recati alla chiesetta di San Michele, alle spalle del paese di Esposende. Fa parte del nostro rituale visitare le chiese, fermarci un attimo, riflettere, accendere una candela e, ammettiamolo, anche per rinfrescarci un po’: quel giorno c’erano ben 29 gradi.
Spesso nelle chiese si riceve anche il timbro del pellegrino sul nostro libretto di pellegrinaggio. Grazie ai timbri giornalieri, il percorso percorso viene documentato con la data, in modo da poter ottenere in seguito, a Santiago de Compostela, l’attestato di pellegrinaggio, la Compostela.
Purtroppo la chiesa è chiusa e stiamo per andarcene delusi, quando compare un uomo anziano. Dai suoi abiti riconosciamo il parroco. Apre la chiesa e ci fa cenno di entrare. Con il suo portoghese staccato ci spiega la chiesa
Non capiamo una parola. Poi ci invita a entrare nella sacrestia. Ci fa un grande piacere, apponendo un raro timbro e la sua firma sul nostro libretto del pellegrino.
Poi posa le mani sulle nostre teste e ci impartisce la sua benedizione personale da pellegrino. Successivamente recitiamo insieme il “Padre Nostro”: lui in portoghese e noi in tedesco. Siamo profondamente commossi. Non mi vergogno delle mie lacrime. Mentre proseguiamo il cammino, ancora completamente impressionati e in silenzio, il parroco ci raggiunge, ci consegna un foglietto con una preghiera in tedesco e una statuetta di Gesù in legno. Lo salutiamo calorosamente.
In questa tappa non abbiamo più parlato molto tra di noi.
Il passaggio della frontiera con la Spagna
Con la quinta tappa raggiungiamo il confine con la Spagna, che attraversa il fiume Rio Mino. Di solito qui si attraversa con il traghetto, ma purtroppo lo perdiamo per soli 5 minuti. Un peschereccio a motore ci fa quindi attraversare per 5 euro, in un viaggio veloce e bagnato.
Eccoci quindi alle 8 tappe in Spagna. Ora si torna a dire «buen camino e buen día» e l’orologio va di nuovo avanti di un’ora.
La Galizia ci accoglie con un forte acquazzone e una temperatura mite di 18 gradi; per la prima volta iniziamo una vera e propria salita verso il Monte Santa Tegra e un villaggio celtico ben conservato. Le prime quattro tappe si snodano poi in un continuo alternarsi di salite e discese lungo sentieri sassosi, già tracciati dai Romani e dai Celti, lungo la costa atlantica, un po’ più scoscesa e aspra, accompagnate da una forte brezza.
Alle frecce gialle si aggiungono i tipici e ben visibili cipelli chilometrici, che non solo ci indicano con sicurezza la strada da percorrere per raggiungere la meta, ma segnalano anche i chilometri che mancano ancora per arrivare a Santiago de Compostela.
Fari, antichi monasteri e rovine di castelli si alternano a piccoli villaggi di pescatori, baie da sogno e porti animati.
Con la decima tappa raggiungiamo la storica città di Pontevedra, capoluogo del Cammino costiero portoghese. La chiesa locale, “La Peregrina”, ha la pianta a forma di conchiglia di San Giacomo e la sua visita è un must per ogni pellegrino.
Il paesaggio galiziano diventa sempre più vario: si attraversano prati rigogliosi, campi e si costeggiano piccoli fiumi.
Il percorso che attraversa una foresta di eucalipti dal profumo inebriante è davvero suggestivo: inspiriamo ed espiriamo profondamente l’aria ricca di aromi e ci sentiamo piacevolmente rinvigoriti.
Un'esperienza nella natura davvero speciale.
I rigogliosi alberi di limoni e arance incantano mia moglie tanto quanto gli innumerevoli
Gli horreos, questi caratteristici magazzini per la conservazione di frutta e mais, costruiti in pietra o legno su pilastri.
Le ultime tappe verso Santiago
Con la penultima tappa raggiungiamo Padron, dove, secondo la tradizione, la barca con la salma dell’apostolo Giacomo avrebbe attraccato a una roccia. Visitiamo l’imponente chiesa di San Giacomo e possiamo anche vedere, dietro l’altare, l’imponente roccia alla quale, secondo la tradizione, la barca avrebbe attraccato.
Nella piazza del mercato facciamo conoscenza con un olandese di 57 anni, che all’apparenza sembra un pellegrino ben curato. Ci racconta di aver lasciato casa a 17 anni, di aver condotto una vita movimentata in mare per 20 anni e di vivere ormai da 20 anni per strada. Non riesce né vuole immaginare una vita diversa. Lo invitiamo a cena e scopriamo una persona simpatica, che sembra in pace con se stessa.
Si avvicina l'ultima tappa verso Santiago de Compostela. Quando il cartello chilometrico indica improvvisamente che mancano solo 10 chilometri al traguardo, si prova un misto di trepidazione e malinconia al pensiero che il Cammino stia volgendo al termine.
Alla fine ci ritroviamo, profondamente colpiti, nel grande sagrato dell’imponente cattedrale di Santiago de Compostela. Si stanno svolgendo scene incredibili. Si eseguono danze di gioia, persone che non si conoscono si abbracciano, scorrono lacrime, si bacia il suolo, si canta, si ride e, naturalmente, si scattano foto.
Anche noi siamo molto commossi e sopraffatti; restiamo seduti a lungo in silenzio sulla piazza, cercando di ritrovare la nostra interiorità e lasciando semplicemente che l’atmosfera ci avvolga.
Solo molto più tardi visitiamo la cattedrale (il cui interno è attualmente in fase di ristrutturazione), abbracciamo la statua di San Giacomo e riceviamo con orgoglio il nostro certificato di pellegrinaggio.
Abbiamo vissuto un'esperienza straordinaria e indimenticabile.
Le persone che hanno reso questo percorso indimenticabile
Abbiamo conosciuto tante persone interessanti provenienti da tutto il mondo e abbiamo vissuto momenti piacevoli.
C’era quella coppia giapponese sempre sorridente che, con piccoli passi, più che percorrere il Cammino di Santiago sembrava quasi trotterellare lungo il percorso.
C'era quella giovane ceca che, tramite cellulare, era in contatto online con il suo ragazzo a Praga e continuava a filmare e a raccontargli tutto; lui seguiva la sua posizione tramite GPS.
C’era quell’irlandese che ci ha ringraziato di cuore per la breve chiacchierata e ci ha definiti dei veri tedeschi, dato che, dopotutto, non venivamo dall’Est né dalla Baviera.
C’erano quelle due signore un po’ “sballate” del Lago di Costanza, che continuavano a perdersi ma sono comunque arrivate a destinazione.
C'era lo spagnolo che ci ha accompagnato attraverso tutta la città fino al nostro alloggio e ci ha raccontato dei suoi quattro viaggi lungo il Cammino di Santiago.
E poi c’era quella suora che cantava in chiesa, alla quale, quando le fu fatto un complimento per la sua splendida voce, rispose: «Questa voce mi è stata donata da Dio per voi!»
Cosa ha lasciato il Cammino
No, non abbiamo raggiunto i nostri limiti fisici e siamo arrivati sani e salvi.
Non abbiamo incontrato Dio di persona (o forse sì?), ma le sue creature variegate e meravigliose e le sue opere impressionanti.
E di questo vi siamo molto grati. Buen Camino.
Karl Hofstätter
Il nostro tour
1° giorno: Volo da Francoforte a Porto
2° giorno: visita di Porto
3° giorno (23 km): prima tappa da Porto-Matosinhos a Póvoa de Varzim
4° giorno (22 km): seconda tappa da Povoa de Varzim a Esposende
5° giorno (24 km): terza tappa da Esposende a Viana do Castelo
6° giorno (25 km): quarta tappa da Viana do Castelo a Vila Praia de Ancora
7° giorno (22 km): quinta tappa da Vila Praia de Ancora ad A Guarda (Spagna)
8° giorno (20 km): sesta tappa da A Guarda a Viladesuso
9° giorno (20 km): settima tappa da Viladesuso a Baiona
10° giorno (25 km): ottava tappa da Baiona a Vigo
11° giorno (22 km): Nona tappa da Vigo ad Arcade
12° giorno (16 km): decima tappa da Arcade a Pontevedra
13° giorno (21 km): undicesima tappa da Pontevedra a Caldas de Reis
14° giorno (28 km): dodicesima tappa da Caldas de Reis a Padron
15° giorno (22 km): tredicesima tappa da Padrón a Santiago de Compostela
16° giorno: Visita a Santiago de Compostela
17° giorno: Volo di ritorno da Santiago de Compostela a Francoforte