Via degli Dei sulla mappa

Via degli Dei

La Via degli Dei porta in 132,9 chilometri da Piazza Maggiore a Bologna, attraverso l'Appennino, fino a Firenze. Lungo il percorso passi per vette con nomi di divinità, cammini sul selciato riportato alla luce della strada romana Flaminia militare del 187 a.C. e scendi dal Passo della Futa nel Mugello. Non è un Cammino di Santiago né un pellegrinaggio ecclesiastico, ma un sentiero escursionistico che gli escursionisti bolognesi hanno messo insieme negli anni Ottanta e Novanta – con una propria credenziale, i timbri e un ricordo al posto di un attestato. 3.554 metri di dislivello in salita, punto più alto a 1.190 metri, circa 23.000 escursionisti nel 2024.

1 luglio 202615 min di lettura
Contenuti

In sintesi

  • Partenza / Arrivo: Piazza Maggiore a Bologna / Firenze (km 132,5); la mappa di Camino Ninja termina nel centro storico
  • Lunghezza: 132,9 km
  • Durata: 6 tappe, in media poco più di 22 km; molti lo percorrono in 5-7 giorni
  • Dislivello: ↗ 3.554 m / ↘ 3.578 m
  • Punto più alto: 1.190 m al km 63,0 tra Pian di Balestra e il Passo della Futa, nella zona del Monte Bastione
  • Paesaggio: colli bolognesi, pareti di arenaria del Contrafforte Pliocenico al Monte Adone, faggete e castagneti sul crinale, la valle del Mugello, pendii di ulivi sopra Firenze
  • Ente promotore / Segnaletica: sentiero dei Comuni tra Bologna e Firenze (protocollo dal 2014, capofila Sasso Marconi), manutenzione a cura del CAI; segnavia bianco-rossi del CAI con il numero del sentiero e cartelli propri «Via degli Dei»
  • Credenziale / Attestato: Credenziale della Via degli Dei, 3,50 € (aggiornato: ottobre 2026); con almeno 5 timbri a piedi un ricordo ufficiale, nessuna Compostela
  • Tracce di san Giacomo: nessuna lungo il cammino stesso – la Via degli Dei non è un Cammino di Santiago; a Bologna, a 500 metri dalla partenza, sorge la basilica di San Giacomo Maggiore, iniziata nel 1267
  • Alloggio: ostelli, B&B, agriturismi e piccoli alberghi; nessuna rete di ospitali per pellegrini, prenotare in anticipo è la norma
  • Cammini di collegamento: a Firenze il Cammino di Francesco (per La Verna fino ad Assisi e Roma) e il Cammino Toscana (per Prato, Pistoia, Lucca e Pisa fino a Livorno)
  • Periodo migliore: da maggio a giugno e da settembre a ottobre; in piena estate caldo nelle valli, d'inverno neve sul crinale

Panoramica

La Via degli Dei è il più noto cammino a lunga percorrenza d'Italia tra due città che di solito si scavalcano in 37 minuti di Frecciarossa in galleria. A piedi ti servono sei giorni, ed è proprio questo il bello: esci dalla Bologna dei portici, passi rupi di arenaria e crinali di faggi, superi il valico dove l'Emilia incontra la Toscana e scendi su Firenze da Fiesole, come se l'autostrada non fosse mai esistita. Nel 2017 il cammino contava circa 8.000 escursionisti, nel 2024 secondo i dati di Appennino Slow erano circa 23.000; nel gennaio 2025 è diventato il primo sentiero certificato secondo i criteri del Global Sustainable Tourism Council.

Per dirla onestamente: non è un Cammino di Santiago né un pellegrinaggio verso una tomba. Il nome l'hanno inventato gli escursionisti, la credenziale è un libretto di timbri degli uffici turistici, la meta è una città e non una cattedrale. Molti lo percorrono comunque come un pellegrinaggio, con i timbri, lo zaino in spalla e il convento di Monte Senario come silenzioso culmine poco prima dell'arrivo. E sotto i piedi c'è una storia più antica di qualsiasi Camino: sul crinale cammini a tratti su pietre posate oltre 2.200 anni fa dai legionari romani, perché il loro console non voleva lasciarli in ozio.

Altri nomi

In italiano il cammino si chiama Via degli Dei o Via degli Dèi, in inglese Way of the Gods, in tedesco Weg der Götter o Götterweg. Wu Ming 2 ha intitolato il suo libro sul cammino, uscito nel 2010, «Il sentiero degli dei», perciò si legge anche Sentiero degli Dei – da non confondere con l'omonimo sentiero costiero della Costiera Amalfitana.

Il nome viene dai monti lungo il percorso. L'interpretazione corrente: Monte Adone da Adone, Monzuno da «Mons Iovis», il monte di Giove, Monte Venere da Venere e Monte Luario da Lua, un'antica dea romana invocata in guerra. A dire il vero sono etimologie popolari dal fondamento più o meno solido – ma agli escursionisti sono bastate per trasformare quattro nomi di monti in un cammino.

Per chi è l'ideale – e per chi invece non lo è

Ideale se hai una settimana e vuoi una vera traversata di montagna senza doverti spingere in alta quota. Ideale se ami le città d'arte: Bologna e Firenze alle due estremità, entrambe con stazione sulla linea ad alta velocità, così che andata e ritorno sono semplici come su pochissimi altri cammini. Ideale anche come primo cammino a lunga percorrenza con lo zaino – brevi distanze tra i paesi, buona segnaletica, tanta compagnia.

A dire il vero, però, non fa per te se ti aspetti un'infrastruttura per pellegrini come in Spagna: non c'è una rete di ostelli economici e in stagione i pochi letti sul crinale sono occupati con settimane d'anticipo. Non fa per te se cerchi solitudine – nei fine settimana di maggio e settembre, sulle tappe intorno a Monzuno e alla Futa camminano centinaia di persone. E non fa per te se sottovaluti il dislivello: 3.554 metri di salita su 133 chilometri sono più che su molti cammini spagnoli lunghi il doppio, e con la pioggia i tratti di argilla e di selciato diventano scivolosi.

Percorso e paesaggio

Da Bologna a Monzuno (km 0–42,3): Da Piazza Maggiore attraversi il centro storico fino al portico di San Luca e sali sotto le sue arcate fino al santuario sul Colle della Guardia. Poi si scende al Reno e si attraversa il Parco Talon costeggiando Casalecchio di Reno (il paese è a 0,8 km dal cammino); Sasso Marconi resta a 2,1 km di distanza. Per Badolo (km 24,2) sali nel Contrafforte Pliocenico, una catena di pareti verticali di arenaria ai cui piedi si trova Brento (km 31,9), sotto il Monte Adone. Per Selve e Tre Fasci raggiungi Monzuno (km 42,3).

Da Monzuno a Firenze (km 42,3–132,9): Dopo Monzuno il cammino diventa un percorso di crinale: Cedrecchia (km 50,6), Madonna dei Fornelli (km 52,5), poi Pian di Balestra (km 57,7), dove iniziano i tratti riportati alla luce della Flaminia militare. Al Monte Bastione, al km 63,0, raggiungi il punto più alto a 1.190 metri; Bruscoli e Traversa si trovano ciascuno a circa un chilometro dal cammino. Al Passo della Futa (km 68,6) inizia la Toscana. Da lì si scende per Sant'Agata nel Mugello fino a San Piero a Sieve (km 90,2), si risale per Tagliaferro e Tassaia al convento di Monte Senario (km 105,0), si prosegue per Vetta le Croci e Olmo sfiorando Fiesole (il centro è a 0,8 km) e si scende a Firenze (km 132,5).

Tappe, terreno e difficoltà

Presentiamo il cammino in 6 tappe. I chilometri provengono dalla mappa di Camino Ninja, calibrata esattamente su 132,9 km; i punti tappa sono località con alloggio. La diffusa suddivisione in 7 giorni spezza la terza tappa a Madonna dei Fornelli (km 52,5): 10,2 e 16,1 km, una giornata tranquilla e una per la strada romana.

  1. Bologna → Badolo (24,2 km) — Sotto il portico di San Luca fino al santuario, poi lungo il Reno e in ripida salita fino a Badolo; la giornata con più asfalto.
  2. Badolo → Monzuno (18,1 km) — Sul crinale di arenaria del Contrafforte Pliocenico, oltre il Monte Adone fino a Brento e poi a Monzuno, con molti saliscendi.
  3. Monzuno → Passo della Futa (26,3 km) — La lunga giornata di crinale: per Madonna dei Fornelli e Pian di Balestra sulla Flaminia militare, punto più alto al Monte Bastione, arrivo al cimitero militare.
  4. Passo della Futa → San Piero a Sieve (21,6 km) — Discesa nel Mugello, per Sant'Agata nella valle della Sieve; in discesa più faticosa di quanto la mappa lasci intendere.
  5. San Piero a Sieve → Monte Senario (14,8 km) — Breve, ma con una ripida salita da poco più di 200 a 761 metri; pernottamento al convento o nella vicina Bivigliano, a 0,8 km dal cammino.
  6. Monte Senario → Firenze (27,9 km) — Per Vetta le Croci e Olmo, sfiorando Fiesole, con la prima vista sulla cupola del Duomo; l'ultimo tratto è asfalto cittadino.

Tecnicamente non c'è nulla di difficile, né vie ferrate. A stancare sono la somma dei dislivelli e il fondo: sentieri nel bosco con radici, tratti di argilla dilavati e, sulla Flaminia militare, un selciato grezzo che con l'umido diventa liscio. Dopo il maltempo di settembre e ottobre 2024 alcuni tratti sono stati interrotti da frane; prima di partire chiedi agli uffici turistici delle deviazioni in vigore.

Perché la legione non stesse in ozio: la strada romana sotto le foglie

Tito Livio lo racconta con grande sobrietà nel libro 39 della sua Storia di Roma. Nel 187 a.C. il console Gaio Flaminio aveva sconfitto i Liguri sull'Appennino, e poi: «ne in otio militem haberet, viam a Bononia perduxit Arretium» – «per non tenere i soldati in ozio, costruì una strada da Bologna ad Arezzo». La strada romana su cui cammini il terzo giorno è dunque una misura per tenere occupata la truppa. Gli storici la chiamano Flaminia militare per distinguerla dalla celebre Via Flaminia per Rimini.

Per duemila anni era scomparsa. L'avvocato Cesare Agostini e l'artigiano Franco Santi la cercarono dal 1977, spinti dai racconti degli anziani su una strada tra i monti. Il 25 agosto 1979, vicino alla cima del Monte Bastione, sotto 60 centimetri di terra, trovarono un selciato di grandi blocchi di arenaria largo 2,40 metri – esattamente otto piedi romani. In poco più di dieci anni di lavoro manuale i due ne riportarono alla luce circa 7 chilometri, fino alla Futa; nel maggio 2000 pubblicarono i loro risultati. A dire il vero, la datazione di ogni singola pietra non è pacifica tra gli archeologi, e alcuni tratti furono usati ancora nel Medioevo. Ma chi sta su questi blocchi presso Pian di Balestra capisce perché gli escursionisti bolognesi ne abbiano fatto un cammino.

In pratica: i tratti riportati alla luce si trovano tra Pian di Balestra (km 57,7) e il Passo della Futa (km 68,6), tra 900 e 1.200 metri di quota, e sono segnalati. Per questa giornata prenditi tempo e non scansare il selciato solo perché accanto corre un sentiero più comodo. Con la pioggia la pietra è scivolosa; i bastoncini aiutano.

Punti di interesse lungo il percorso

  • Piazza Maggiore, Bologna (km 0) — Partenza tra San Petronio e la fontana del Nettuno; 500 metri più in là la basilica di San Giacomo Maggiore, iniziata nel 1267, l'unica grande chiesa di San Giacomo su questo cammino.
  • Portico di San Luca (alle porte della città) — circa 3,8 km di arcate, costruite dal 1674, a quanto si dice con 666 archi – secondo il Comune di Bologna, a seconda di come si contano, sono un po' meno; dal 2021 parte del Patrimonio mondiale UNESCO dei Portici di Bologna. In cima il santuario con l'icona della Madonna venerata sul colle dal 1160, nella chiesa del 1723 su progetto di Carlo Francesco Dotti.
  • Contrafforte Pliocenico e Monte Adone (intorno al km 32) — pareti di arenaria nate da un mare primordiale e, sopra, la vetta panoramica che dà al cammino uno dei suoi dèi.
  • Flaminia militare (km 57,7–68,6) — il selciato romano del 187 a.C. riportato alla luce sul Monte Bastione, scoperto nel 1979.
  • Passo della Futa (km 68,6) — il Cimitero militare germanico, inaugurato nel 1969 su progetto dell'architetto Dieter Oesterlen: 30.683 caduti nei combattimenti sulla Linea Gotica del 1944, un muro lungo 2 chilometri che sale a spirale sulla collina. Il più grande cimitero militare tedesco in Italia, e un luogo dove anche gli escursionisti abbassano la voce.
  • San Piero a Sieve (km 90,2) — sopra il paese la fortezza medicea di San Martino, iniziata il 30 giugno 1569 per volere di Cosimo I, proseguita da Bernardo Buontalenti dopo Baldassarre Lanci, terminata nel 1608.
  • Monte Senario (km 105,0) — convento a 761 metri, fondato nel 1234 da sette nobili fiorentini che diedero vita all'Ordine dei Servi di Maria; dal 1865 i frati producono il liquore d'erbe Gemma d'Abeto.
  • Fiesole (a 0,8 km dal cammino, al km 119,7) — città etrusca sopra Firenze con il teatro romano; la deviazione in centro vale la pena l'ultimo giorno.
  • Firenze (km 132,5) — arrivo nel centro storico, Patrimonio mondiale dal 1982.

Dû pas e na gran magnè: come un'idea è diventata un cammino

La Via degli Dei non l'ha inventata un ministero, ma un gruppo di escursionisti. Tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta, escursionisti bolognesi dell'ambiente CAI intorno a Domenico Manaresi, detto «Mingàn», partirono a piedi per Firenze; la loro compagnia si chiamava «Dû pas e na gran magnè», in dialetto bolognese «due passi e una gran mangiata». Il tema lo aveva già raccontato il regista Pupi Avati nel 1983 nel suo film «Una gita scolastica»: una classe di maturandi bolognesi che nel 1914 attraversa a piedi l'Appennino fino a Firenze.

La svolta l'hanno portata un libro e un ufficio turistico. Nel 2010 è uscito «Il sentiero degli dei» di Wu Ming, un'escursione trasformata in racconto. Nel 2013 l'ufficio di Sasso Marconi ha avviato un progetto finanziato con 7.000 euro dalla Provincia, e le prime 4.000 cartine sono andate esaurite subito; nel 2014 i sindaci di tutti i Comuni da Bologna a Firenze hanno firmato un protocollo comune. Da allora il cammino cresce di anno in anno. Secondo la Regione Emilia-Romagna, dietro i 23.000 escursionisti del 2024 ci sono circa 115.000 pernottamenti e oltre 12 milioni di euro di fatturato in dodici Comuni.

Come i pellegrini intraprendono questo percorso

A dire il vero: quasi mai da un altro cammino. A Bologna nessun cammino della nostra rete confluisce nella Via degli Dei; quasi tutti arrivano in treno alla Stazione Centrale e da lì raggiungono a piedi Piazza Maggiore in dieci minuti. Bologna è un nodo dell'alta velocità italiana, e l'aeroporto Guglielmo Marconi è alle porte della città.

Alcuni percorrono il cammino al contrario, da Firenze a Bologna – arrivando allora dal Cammino di Francesco o dal Cammino Toscana, che iniziano entrambi a Firenze. La Via degli Dei è segnalata in entrambe le direzioni; le guide descrivono per lo più la Bologna–Firenze.

Continuare il pellegrinaggio?

Sì – ed è qui che il sentiero escursionistico, se lo vuoi, diventa davvero un cammino di pellegrinaggio. A Firenze iniziano due cammini della nostra rete:

  • Cammino di Francesco — da Santa Croce per il Passo della Consuma, Camaldoli e La Verna fino ad Assisi e poi a Roma, con un proprio testimonium
  • Cammino Toscana — da Piazza della Signoria per Prato e Pistoia, con la sua reliquia di san Giacomo, Lucca e Pisa fino a Livorno, segnalato in giallo e blu con la conchiglia

Chi cammina da Bologna fino ad Assisi alla fine avrà attraversato due volte l'Appennino e trasformato una settimana di trekking in un mese.

Preparazione e aspetti pratici

Credenziale e app. La Via degli Dei non è un Cammino di Santiago ufficiale; non c'è una Compostela né un testimonium ecclesiastico. C'è però la Credenziale della Via degli Dei, un libretto di timbri a 3,50 € presso Appennino Slow e gli uffici turistici di Sasso Marconi, Bologna e Fiesole (aggiornato: ottobre 2026). Con almeno 5 timbri di strutture partner a piedi, 3 in bici, ricevi un ricordo ufficiale; basta inviare all'ufficio per e-mail una foto della credenziale timbrata. La tua credenziale del Cammino di Santiago qui non serve, ma puoi raccogliere i timbri anche su quella. Conviene ordinare la credenziale online in anticipo, così ti arriva in tempo. Con l'app Camino Ninja hai mappa e traccia offline; il modo più semplice è pianificare il cammino direttamente nell'app, dove componi le tue tappe e prevedi subito gli alloggi adatti.

Alloggi e stagione. Sul crinale tra Monzuno e la Futa ci sono solo una manciata di strutture; a maggio, giugno e settembre si riempiono presto. Molti gestori ti vengono a prendere sul percorso con un supplemento: qui fa parte del sistema. Le stagioni migliori sono primavera e autunno; a luglio e agosto fa caldo nelle valli vicino a Bologna e nel Mugello, d'inverno sul crinale c'è neve. Nel bosco l'acqua non si trova ovunque – per la tappa di crinale porta due litri.

Bagagli. Diversi operatori trasportano i tuoi bagagli da un alloggio all'altro; su questo cammino è più la regola che l'eccezione.

Quanto ti costerà il percorso

Le formalità costano poco: credenziale 3,50 €, il ricordo finale gratis. Più cari sono i letti. Un posto in camerata in un ostello costa circa 25-35 €, a volte biancheria a parte; una camera doppia in B&B o agriturismo 70-110 €, e molti agriturismi sul crinale offrono la mezza pensione a 60-80 € a persona (aggiornato: ottobre 2026). Una cena in trattoria con tagliatelle, tortelli e vino si aggira sui 20-30 €.

Calcola 60-90 € al giorno, qualcosa in più se viaggi da solo in camera singola. A dire il vero, la Via degli Dei costa quindi il doppio di un Camino spagnolo – in compenso in Emilia e nel Mugello mangi meglio che con qualsiasi menù del pellegrino.

Come arrivare

Alla partenza. A Bologna Centrale arrivi con Frecciarossa e Italo da Milano, Venezia, Roma e Firenze; da Germania, Austria e Svizzera via Monaco di Baviera, Innsbruck e Verona oppure via Milano. L'aeroporto di Bologna ha voli diretti dai Paesi di lingua tedesca; il Marconi Express ti porta in pochi minuti alla stazione centrale.

Dall'arrivo. Da Firenze Santa Maria Novella, Frecciarossa e Italo ti riportano a Bologna in circa 37 minuti, con tariffe economiche da circa 10 €, altrimenti più sui 20-30 € (aggiornato: ottobre 2026); i regionali impiegano di più, ma costano altrettanto poco. Firenze ha un proprio aeroporto, Pisa è a un'ora.

  • Treno: trenitalia.com — Frecciarossa e regionali Bologna – Firenze
  • Treno: italotreno.com — treni ad alta velocità Bologna – Firenze
  • Credenziale: appenninoslow.it — libretto di timbri, cartina e informazioni sul cammino
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