La conchiglia di San Giacomo: significato, storia e i racconti dei pellegrini
Perché quasi tutti i pellegrini portano una conchiglia di San Giacomo sullo zaino, come da prova del pellegrinaggio sia diventata un segno di riconoscimento – e cosa raccontano i pellegrini della loro.

La conchiglia di San Giacomo è il segno di riconoscimento più importante dei pellegrini sul Cammino di Santiago. Quasi tutti la portano bene in vista sullo zaino – e la maggior parte se la procura già prima di partire.
Qui scopri che cosa c’è dietro la conchiglia, perché lungo il cammino ti apre le porte e come da prova del pellegrinaggio sia diventata un ricordo. E dato che ogni conchiglia ha la sua storia, più in basso pellegrine e pellegrini raccontano da dove viene la loro e dove si trova oggi.
Che cos’è, in fondo, la conchiglia di San Giacomo?
La capasanta atlantica misura circa da 8 a 14 centimetri e ha due metà, le valve. La valva inferiore è piatta, quella superiore più bombata. È proprio questa metà bombata a essere considerata il segno di riconoscimento – è lei che chiamiamo conchiglia di San Giacomo.

Jule Vierheilig ha portato la sua conchiglia per 920 km e il 2 luglio 2016 a Muxía le ha scattato questa foto.
Tra l’altro: la capasanta è anche commestibile e sa un po’ di pollo dal gusto di nocciola. Più ti avvicini all’Atlantico, più spesso la trovi nel menù.
Perché dovresti portare una conchiglia
Con una conchiglia di San Giacomo sullo zaino ti riconoscono come pellegrino. Ti accorgerai presto di quanto spesso ti venga offerto aiuto e di quanto sia facile, grazie a lei, attaccare discorso con persone simpatiche. Funziona perfino se cammini solo per un fine settimana o per qualche ora su uno dei piccoli Cammini di Santiago dell’Europa centrale.
Da prova del pellegrinaggio a segno di riconoscimento
Fino al XIII secolo era la conchiglia stessa a valere come prova del pellegrinaggio: la si comprava nel luogo di pellegrinaggio e, tra l’altro, a quei tempi la si portava sul cappello.
Da circa 700 anni questo compito spetta alla Compostela, il certificato del pellegrino. La conchiglia è diventata un segno di riconoscimento e un ricordo – e oggi la si porta già lungo il cammino, legata con un cordino ben in vista sullo zaino.
La conchiglia come segnavia
Anche la segnaletica del Cammino di Santiago usa la conchiglia come simbolo, e la scoprirai in ogni sorta di variante. Perfino il suo orientamento cambia: se immagini la conchiglia come una mano con le dita, quasi sempre è il palmo a indicarti la direzione per Santiago – solo a volte è esattamente il contrario. E sai una cosa? Arrivi comunque a Santiago senza problemi.
Quanto possa essere varia la conchiglia come segnavia lo mostrano le nostre raccolte delle piastrelle del Camino e dei cartelli del Cammino di Santiago più lontani.
I pellegrini e la loro conchiglia
Abbiamo chiesto a pellegrine e pellegrini da dove venga la loro conchiglia e dove si trovi oggi. Ecco le loro risposte.
Katja Lukas
La mia conchiglia l’ho trovata molti anni fa su una spiaggia nel sud della Spagna. Poi ha traslocato con me diverse volte. Allora non pensavo ancora di fare il Camino. Due anni fa ho camminato da Bilbao a Gijón. A Bilbao ho conosciuto la mia sorella di cammino e, al momento di salutarci a Gijón, le ho regalato la mia conchiglia. Io sono tornata a casa in aereo, ma la mia conchiglia è arrivata a Santiago e ora è appesa a Liegi.
Carolin Klotz
Ho il simbolo della conchiglia come parte di un tatuaggio sul piede. La conchiglia del pellegrino è appesa nel mio ufficio insieme alle cartoline del Camino, così la vedo ogni giorno. Ho trovato tante piccole conchiglie sulla spiaggia e le ho regalate come portafortuna ai miei familiari e agli amici più stretti. Una conchiglia della spiaggia la tengo in casa in una cornice, insieme al mio diario e alla credenziale.
Annette Segref
La “nostra” conchiglia “va in pellegrinaggio” da una persona all’altra, su e giù per il Camino, con un’energia positiva che continua a crescere. Da 2 pellegrini che non conosco a Christine Meyer, a me, a Yvonne Schneider, ad Andreas B. … e avanti ancora … il cammino non finisce mai.
Stephan Klebert
Mi sono fatto tatuare la conchiglia sulla spalla. Per l’eternità.

Naturalmente su tutti i miei cammini ho una conchiglia sullo zaino. Quella del mio primo Camino, la realizzazione di un sogno coltivato per anni, è custodita con cura nella mia stanza degli hobby. (Hans-Georg Göbel)
Lucean Reinhardt
Ho la mia conchiglia dal 2014. Mi ha accompagnato nel 2014 sul Mosel-Camino e nel 2015/2016 sul Cammino di Santiago della riva sinistra del Reno. Al momento ha il suo posto sulla parete del mio studio e aspetta con nostalgia il suo prossimo impiego.
Markus
Avevo comprato la mia conchiglia a SJPDP e mi ha accompagnato fino a Santiago. Alla cattedrale l’ho appesa al portone e l’ho ringraziata per la sua protezione e la sua compagnia. Volevo proseguire fino a Finisterre e Muxía. In realtà la conchiglia la si porta a casa al ritorno, come segno di essere stati a Santiago o a Finisterre.
A Finisterre ho mangiato le capesante e mi sono portato a casa le conchiglie. Ora saranno loro ad accompagnarmi, o meglio una di loro. La più bella la sceglierò come modello per un tatuaggio e in futuro la porterò sotto la pelle, sul polpaccio sinistro. Mi ha indicato benissimo la strada.

La mia è appesa alla borsa della bici e ha fatto due volte il Camino del Norte. Purtroppo l’anno scorso sul ponte sull’Eo c’era così tanto vento che si è danneggiata contro la ringhiera del ponte. Me l’avevano data nel 2014 a Bilbao, all’ufficio del pellegrino. Proprio adesso sta pedalando con me attraverso la Germania :) (Christoph Bumann)

La mia conchiglia l’ho avuta nel 2011 a Saint-Jean-Pied-de-Port, all’ufficio del pellegrino, in cambio di un’offerta, e abbiamo camminato insieme fino a Finisterre. Poi l’ho portata di nuovo con me sui cammini del 2013, 2014 e 2015: squadra che vince non si cambia. :-) (Thorsten Raulfs)
Irene e Schorsch
Abbiamo ricevuto le nostre conchiglie dalla confraternita dei pellegrini di Paderborn. Hanno accompagnato me e mia moglie per 5 settimane e ci hanno anche dato tanta forza. Entrambe le conchiglie sono appese con i certificati alla parete del nostro corridoio e ancora oggi, ogni tanto, suscitano grandi emozioni.
Sunna
Naturalmente anche per me la conchiglia ha un significato tutto speciale, visto che mi ha accompagnata fin dall’inizio del mio cammino – l’avevo fissata all’esterno dello zaino, come tanti altri compagni di strada – e ancora oggi è un vero “tesoro”, un simbolo del mio cammino. Dopo il mio ritorno ha trovato posto su una statuetta del Buddha, insieme ai braccialetti che durante il cammino erano anche loro una specie di talismano! E ogni volta mi ricorda che tornerò a camminare, e questa volta fino “alla fine del mondo”. La nostalgia resta!

Questa era con me nel 2014 sul Cammino di Santiago. Quasi non oso dirlo … l’ho presa all’Asia Palast, dove ero andata a cena con mio marito; lui poi ci ha fatto un buco con il trapano, e questa conchiglia mi ha accompagnata. Una di quelle conchiglie bianche di plastica tutte uguali non la volevo! L’anno prossimo sarà di nuovo con me, perché allora si torna … ci vado un’altra volta … e questa volta insieme a mia figlia. (Anni Kaa)

Ho comprato la mia conchiglia da un contadino lungo il percorso. Non volevo prenderla in un negozio di souvenir. La piccola bancarella era spuntata all’improvviso, come dal nulla! Ora è appesa alla parete insieme alla credenziale. (Marion Hörmann)
Un viaggio d’addio: la conchiglia di Detlef
Detlef Girlanda ci ha mandato una storia particolarmente commovente:
Volete sapere dove e come conservo la mia conchiglia di San Giacomo. Per spiegarlo devo tornare un po’ indietro nel passato. Il desiderio di percorrere un tratto del Cammino di Santiago era maturato in me già nel 2000, dopo aver letto un libro di Paulo Coelho. Dovevo solo convincere mia moglie a percorrere con me questo famoso Camino.
All’inizio ho trovato incomprensione. “Come si fa a passare le settimane più belle dell’anno con zaino e scarponi”, diceva, e il desiderio di andare al mare ebbe la meglio. Da allora abbiamo frequentato conferenze, setacciato internet e partecipato a proiezioni multimediali.
Così, a un certo punto, è nato comunque il desiderio di percorrere solo gli ultimi 100 chilometri da Sarria a Santiago e di ritirare la Compostela alla fine del cammino. I preparativi erano quasi conclusi, il viaggio programmato e poi – poi mia moglie si è ammalata di cancro.
Questa terribile malattia le ha tolto tutte le forze, e così le restavano soltanto libri, musica e internet, oltre ai racconti personali sul Cammino di Santiago.
Il desiderio e la nostalgia di arrivare a Santiago de Compostela, alla tomba dell’apostolo Giacomo, purtroppo non le furono concessi. È morta nel 2008.
Così, nel maggio 2009, mi sono messo in cammino. Sono andato da León a Santiago de Compostela. È stato un viaggio d’addio, ma anche un viaggio di nuovo inizio.
Le tante persone che ho avuto la fortuna di conoscere, di tutte le culture e di tutti i paesi del mondo, hanno reso questo viaggio un’esperienza unica per me.
La mia conchiglia di San Giacomo, che mi ha accompagnato nel mio viaggio, oggi si trova sulla tomba di mia moglie. Ogni volta che vado al cimitero sulla sua tomba, mi ricorda il desiderio comune che portavamo dentro di noi: percorrere il Camino Francés, sentirlo, assaporarlo e viverlo.
Buen Camino.
Sullo zaino, alla parete, nel cuore
Per finire, ancora qualche conchiglia che i loro proprietari ci hanno mostrato.

È appesa al mio zaino e mi accompagna su tutti i cammini :-) (Ich bin dann mal unterwegs)

La mia conchiglia me l’ha regalata un compagno di strada. Fino alla fine abbiamo continuato a camminare insieme di tanto in tanto. Alla fine era come un fratello per me. Poi anch’io ho comprato una conchiglia e l’ho regalata a mia volta a un nuovo compagno di strada. Per questo questa conchiglia significa moltissimo per me. Perché non mi ricorda solo il mio cammino, ma in modo tutto speciale anche due persone meravigliose. (Cindy Thcirua)

Un giorno la legherò di nuovo al mio zaino, farò un respiro profondo e sarò felice di rimettermi in cammino. (Klaus Richters)

Mi saluta ogni mattina quando mi alzo. (Ulrike Ulrich)

I miei speciali compagni di cammino. (Sabine Thöle)
Raccontaci della tua conchiglia
Anche tu hai una storia o una foto della tua conchiglia di San Giacomo che altri pellegrini possono vedere qui? Scrivici a info@caminoninja.com – aggiungeremo volentieri il tuo racconto a questa pagina.
Per saperne di più: Piastrelle del Camino · Storie di credenziali · Gli ultimi 100 chilometri