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Camino Aragonés: attraverso i Pirenei fino a Puente la Reina

Diario di pellegrinaggio sul Camino Aragonés: in otto tappe dal Somport per Jaca, San Juan de la Peña e il monastero di Leyre fino a Puente la Reina.

8 ottobre 20268 min di lettura
Camino Aragonés: attraverso i Pirenei fino a Puente la Reina

Peter Kirchmann ha percorso il Camino Aragonés dal passo del Somport per Jaca, San Juan de la Peña e il monastero di Leyre fino a Puente la Reina, dove il cammino confluisce nel Camino Francés. Nel suo racconto descrive le otto tappe giornaliere attraverso i Pirenei e la Navarra – con consigli su come arrivare, alloggi e deviazioni.

Attraverso i Pirenei sul cammino aragonese

A piedi sul cammino di Santiago, vecchio di 1000 anni, attraverso lo splendido mondo montano dei Pirenei.

Un cammino meraviglioso e suggestivo nel cuore dei Pirenei. Il Camino parte dal Somport e segue il Río Aragón, attraversa villaggi medievali, passa accanto a importanti monasteri e monumenti. Dopo 7 giorni e 164 km il cammino confluisce nel Camino Francés a Puente la Reina.

Camino Aragonés: attraverso i Pirenei fino a Puente la Reina (1)

Come arrivare

Arrivo dalla Spagna: volo per Madrid, da lì in treno via Zaragoza fino a Jaca. In alternativa si può volare a Pamplona e da lì proseguire in autobus fino a Jaca.

Arrivo dalla Francia: volo per Pau, in treno fino a Oloron-Sainte-Marie e poi in autobus fino al passo del Somport.

Giorno 1: Somport – Canfranc Pueblo (ca. 13 km)

In mattinata siamo saliti in autobus da Jaca fino al passo del Somport. Qui in alto, a 1.632 m di quota, stavano già gli antichi Romani a guardare giù nella valle. È considerato uno dei valichi pirenaici più antichi tra Francia e Spagna. Incredibile essere quassù, un sogno che si avvera! Che vista meravigliosa! Qui comincia il Camino Aragonés, un’ottima alternativa di partenza a Saint-Jean-Pied-de-Port.

Vogliamo abituarci piano piano al ritmo di cammino e per il primo giorno abbiamo previsto circa 13 km. Il Camino attraversa un mondo montano quieto e solitario. Passando accanto alle rovine dell’antichissimo ospizio per pellegrini di Santa Cristina si scende costantemente.

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In mezzo ai monti sorge una delle stazioni ferroviarie più grandi d’Europa, Canfranc-Estación, costruita nel 1928. Oggi, come capolinea di un treno regionale, ha perso ogni importanza. Qui beviamo il nostro primo «café con leche». Ginocchia, piedi e muscoli cominciano a stancarsi, ancora qualche chilometro e ce l’abbiamo fatta.

Finalmente arriviamo al paese di Canfranc. Era ora, perché adesso siamo davvero sfiniti e non vediamo l’ora di fare una doccia, mangiare qualcosa velocemente e poi dormire. Passiamo la notte nel semplice ostello per pellegrini in «stile rifugio di montagna».

Giorno 2: Canfranc – Jaca

La tappa successiva ci porta al mattino fuori dal paese e davanti alla chiesa della Trinidad. Attraverso un tipico ponte medievale per pellegrini, il cammino prosegue su sentieri rocciosi fino a Villanúa. Oltre alle frecce gialle del cammino di Santiago si vede spesso anche la segnaletica bianco-rossa del GR 65-3 spagnolo. Oppure il percorso «Santo Grial», segnato di recente, che per tutti gli appassionati di Templari collega i monumenti originari e romanici.

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Verso sera arriviamo a Jaca. La città medievale fu all’origine della contea di Aragona. La cattedrale risale all’XI secolo. Per l’ostello dei pellegrini si va dritti attraverso la zona pedonale. Decidiamo di dormire stanotte in un piccolo hotel delizioso, anch’esso in pieno centro. Per cena da consigliare davvero: il tapas bar «La Tasca de Ana», semplicemente buonissimo!

Giorno 3: Jaca – San Juan de la Peña

Oggi bisogna alzarsi molto presto, fare una buona colazione e portarsi provviste a sufficienza. L’alba ci accompagna fuori dalla città. Vogliamo percorrere la variante per San Juan de la Peña. Attenzione: l’unica possibilità per dormire è l’hotel nel monastero nuovo.
La salita sulla prima «catena montuosa» è una prova di pazienza e puntualmente ci perdiamo. Comunque assolutamente consigliabile, una straordinaria esperienza nella natura. Vegetazione rigogliosa, boschi di querce e di pini e innumerevoli farfalle nell’aria.
Il cammino richiede molto tempo e anche una buona forma fisica. Ad Atarés abbiamo potuto riempire le borracce nella piazza del paese e fare una piccola siesta. Gli ultimi chilometri sono stati di nuovo una prova di pazienza per le nostre forze ormai agli sgoccioli.

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Viste da sogno sui Pirenei ci ripagano delle fatiche. Arrivati finalmente al monastero nuovo, abbiamo preso alloggio all’hotel «Hospedería San Juan de la Peña» e siamo andati a cena.

Giorno 4: San Juan de la Peña – Arrés

Una delle tappe più belle. Alzarsi presto la mattina e fotografare l’alba al «Balcón de los Pirineos» è stato per me davvero qualcosa di speciale. Un fondersi con la natura e con il panorama maestoso, tutto da solo. Dopo colazione, subito il momento clou successivo:

Monasterio de San Juan de la Peña. In posizione spettacolare sotto una sporgenza rocciosa, nell’alto Medioevo fu il luogo in cui venne nascosto il Santo Graal (così si dice). Un chiostro che merita una visita completa l’atmosfera di questo luogo meraviglioso.

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La discesa successiva per Santa Cruz de la Serós fino a Santa Cilia de Jaca è un tratto lungo e faticoso. Eppure assolutamente affascinante. Qui abbiamo fatto una pausa. Il cammino poi corre in parte direttamente lungo il Río Aragón, dalle acque verdeazzurre.

L’ultimo tratto sale lungo il pendio con curve infinite fino al pittoresco villaggio medievale di Arrés. Qui il tempo sembra essersi fermato. Siamo sfiniti e contenti di vedere finalmente l’ostello. Già da lontano ci gridano un cordiale «Hola Peregrinos». Il mio ostello preferito sul Camino Aragonés. La sera assolutamente da ammirare il tramonto, il panorama vale la pena.

Giorno 5: Arrés – Ruesta (ca. 27 km)

Ancora un giorno attraverso paesaggi infiniti. Al mattino, dopo la colazione insieme, siamo partiti presto con gli altri pellegrini. Porta assolutamente abbastanza acqua, ci sono poche possibilità di rifornirsi lungo i circa 27 km del percorso. Se questa tappa ti sembra troppo lunga, puoi anche dormire nell’ostello per pellegrini di Artieda.
Il cammino attraversa il cuore dell’antico Regno d’Aragona. Vasti campi di grano caratterizzano il paesaggio.

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Ad Artieda facciamo una lunga pausa pranzo e mangiamo come si deve nel ristorante dell’Albergue de Artieda prima di proseguire verso Ruesta. Ruesta è un luogo particolare, abbandonato dopo la costruzione della diga. Nel Medioevo Ruesta era un’importante fortezza al confine con la Navarra. Oggi vi è ancora in funzione un ostello per pellegrini, l’unica possibilità per dormire.

Giorno 6: Ruesta – Sangüesa – monastero di Leyre

Da Ruesta il cammino sale dapprima sull’altura, prima che il Camino scenda costantemente verso Undués. Anche questo è un tratto molto bello dal punto di vista paesaggistico, con ampie vedute sul paesaggio di monti e colline. Anche qui conviene portare una scorta d’acqua sufficiente.

Sangüesa è una città medievale che nel XII secolo divenne rapidamente una città molto importante per il Regno di Navarra. Normalmente qui si dormirebbe nell’ostello per pellegrini per proseguire il mattino dopo verso Izco e Monreal. Noi decidiamo di prendere un’altra strada. Vogliamo assolutamente andare al Monasterio San Salvador de Leyre e il mattino dopo attraversare la riserva naturale della Foz de Lumbier fino a Izco e Monreal.

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Il Monasterio de Leyre è davvero unico, questa deviazione vale la pena! Abbiamo assistito alla messa vespertina dei monaci e la mattina abbiamo anche ascoltato i loro canti gregoriani. Qui ci siamo presi un giorno di pausa in più per goderci l’atmosfera.
Dal monastero si gode una vista unica sul lago artificiale e sulle colline di fronte. La cena era ottima. Abbiamo anche bevuto una buona bottiglia di vino rosso e abbiamo dormito all’hotel «Hospedería de Leyre».

Giorno 7: Leyre – Foz de Lumbier – Monreal

La giornata di oggi attraversa la fantastica riserva naturale della Foz de Lumbier. All’inizio si cammina nella galleria di una vecchia linea ferroviaria. Quando gli occhi si sono abituati alla luce dopo la galleria, sembra di essere atterrati in un altro mondo.

Più in basso si sente lo scroscio del fiume, sulla cui riva abbiamo fatto una pausa. Qui si possono osservare da vicinissimo innumerevoli rapaci che nidificano tra le rocce e volteggiano nella valle. Un vero spettacolo della natura, davvero speciale.

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All’altra estremità della gola un’altra galleria riporta nell’ampio paesaggio e, presso Izco, di nuovo sul percorso principale che arriva da Sangüesa. Qui si può anche dormire nel modesto ostello, se la giornata diventa troppo lunga. Altrimenti gli ultimi chilometri fino a Monreal attraversano di nuovo paesaggi solitari. Sulla sinistra appare presto la montagna simbolo di Monreal, finché dopo un’altra ora di cammino compaiono finalmente le prime case. Stanchi ma felici dormiamo nel semplice e pulito ostello per pellegrini.

Giorno 8: Monreal – Puente la Reina (30 km)

L’ultimo giorno comincia di nuovo con una levataccia. Ci aspetta un lungo tratto di strada. Senza grandi dislivelli, certo, ma con 30 km è comunque una bella sfida. Panorami molto belli e piccoli villaggi fino a Tiebas, dove abbiamo potuto fare una buona pausa.
Nel villaggio di Enériz abbiamo fatto un’altra siesta, prima di poter ammirare a Eunate una delle chiese per me davvero più degne di nota.

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In mezzo ai campi sorge l’ottagonale «chiesa dei Templari» di Santa María de Eunate. Gli ultimi chilometri portano a Puente la Reina, dove abbiamo dormito in un bell’hotel, prima di intraprendere il viaggio di ritorno il giorno seguente.

Bilancio

Il Camino Aragonés è ancora uno dei cammini di Santiago più autentici e per me il Somport è un’ottima alternativa come punto di partenza. Con le sue infrastrutture modeste ma sufficienti, il cammino ha saputo conservare molto delle sensazioni originarie del mio primo cammino di Santiago, 25 anni fa.

Questo articolo è stato scritto da Peter Kirchmann.

Il cammino in Camino Ninja

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