Camino Sicilia sulla mappa

Camino Sicilia

Il Camino Sicilia attraversa la Sicilia da porto a porto: 454,2 chilometri e 11.719 metri di salita in 20 tappe, dal traghetto di Malta a Pozzallo per le città barocche del Val di Noto fino a Caltagirone, lungo il Cammino di San Giacomo fino a Capizzi, poi per il punto più alto a 1.301 metri e attraverso le Madonie fino a Palermo – dove il traghetto per Cagliari apre il prossimo anello del Camino Maltés.

7 settembre 202618 min di lettura
Contenuti

In sintesi

  • Partenza / Arrivo: Pozzallo, porto dei traghetti (traghetto da Malta) → Palermo, porto (traghetto per Cagliari)
  • Lunghezza: 454,2 km
  • Dislivello: 11.719 m in salita, 11.694 m in discesa
  • Punto più alto: 1.301 m sul crinale tra Capizzi e Geraci Siculo (km 276,9)
  • Tappe: 20
  • Durata: 20–23 giorni
  • Difficoltà: impegnativo – montagna su scala alpina, una tappa di 47 chilometri, scarsità d'acqua d'estate
  • Ente gestore: tratto centrale Caltagirone – Capizzi: Associazione Borgo San Giacomo di Piazza Armerina; accesso Pozzallo – Caltagirone e prosecuzione Capizzi – Palermo: tracciato Camino Ninja
  • Segnaletica: frecce gialle e logo tra Caltagirone e Capizzi; sugli altri tratti nessuna segnaletica giacobea continua – traccia GPS indispensabile
  • Periodo migliore: aprile–maggio e ottobre; estate calda e secca, d'inverno neve possibile su Nebrodi e Madonie

Panoramica

L'apostolo arrivò in Sicilia con i Normanni, non con gli Spagnoli. Il 25 luglio 1090, giorno di San Giacomo, il conte Ruggero d'Altavilla sconfisse i Saraceni presso Caltagirone – secondo la tradizione il santo gli era apparso prima con la spada sguainata – e per ringraziamento fondò la Basilica di San Giacomo, alla quale affidò la protezione della città. 125 chilometri e 2.800 metri di salita più avanti, a Capizzi, a 1.100 metri sui Nebrodi, sorge il più antico santuario giacobeo dell'isola, documentato da una bolla papale del 1227, con una falange dell'apostolo – e con una processione che ogni 26 luglio sfonda il muro di una casa, perché un re spagnolo nel 1435 fece portare via le reliquie. Questi due luoghi li unisce il Cammino di San Giacomo in Sicilia, che Totò Trumino di Piazza Armerina tracciò durante il lockdown, completato il 10 maggio 2021. È il cuore di questo cammino.

Il Camino Sicilia ne fa l'isola intera. Comincia dove attracca il traghetto da Malta, a Pozzallo, passa per le città barocche di Modica e Ragusa e per le colline dei Monti Iblei fino a Caltagirone, segue il Cammino di San Giacomo fino a Capizzi e poi continua a salire: per il punto più alto a 1.301 metri verso le Madonie, a Geraci Siculo, Castelbuono e Caccamo, e scende a Palermo, fino al porto da cui parte il traghetto per Cagliari. 454,2 chilometri, 11.719 metri di salita, 20 tappe, da porto a porto – l'anello siciliano del Camino Maltés, la catena che da Malta per la Sicilia e la Sardegna porta in Catalogna e a Santiago. Sinceramente, solo il tratto centrale è un cammino segnalato di ente gestore; accesso e prosecuzione sono un nostro tracciato, e quelli li cammini con la traccia, non con le frecce.

Altri nomi

Camino Sicilia è il nostro nome per la traversata completa da Pozzallo a Palermo – una sistematica Camino Ninja, non una denominazione ufficiale. L'ente gestore chiama il tratto centrale Cammino di San Giacomo in Sicilia, come nella guida di Totò Trumino e Giuseppe Riggio (Terre di mezzo, 2025) e su Cammini d'Italia; nelle fonti inglesi si legge Sicilian Camino. Capizzi porta nelle fonti italiane l'appellativo di „Compostela di Sicilia“ – un titolo onorifico, non ufficiale. Nella rete più ampia il cammino è l'anello siciliano del Camino Maltés, la catena di circa 3.600 chilometri Malta → Sicilia → Sardegna → Catalogna → Santiago. Non confonderlo con la Via Francigena Normanna, che va da Palermo a Messina e tocca Nicosia e Capizzi come 9ª e 10ª tappa, né con la Magna Via Francigena, che punta più a ovest verso Agrigento.

Per chi è ideale – e per chi meno

Il Camino Sicilia è per te se hai tre settimane e vuoi attraversare davvero un'isola: dal barocco del Val di Noto per le colline di grano degli Erei e i Nebrodi fino alle faggete delle Madonie e giù alla costa di Palermo, per luoghi dove quasi nessun turista scende – Monterosso Almo, Mirabella Imbaccari, Assoro, Geraci Siculo, Gratteri. È per te se cerchi storia dell'arte su strade sterrate: i mosaici della Villa Romana del Casale, un reliquiario con 92 anni di lavorazione, una tribuna dei Gagini del 1515, una chiesa che sta negli atti dal 1227. Ed è per te se percorri la lunga catena: chi arriva da Malta in traghetto a Pozzallo trova qui la prosecuzione, e chi a Palermo sale sulla nave per Cagliari trova la successiva.

Sinceramente, però, non è per te se credi al „moderato“ perché le fonti lo dicono del tratto centrale: 11.719 metri di salita su 454 chilometri sono scala alpina, la tappa da Capizzi a Geraci Siculo misura 47 chilometri senza paesi in mezzo, e il punto più alto sta a 1.301 metri. Non è per te in piena estate: le fonti d'acqua sono scarse e nella piana del Dittaino l'ombra quasi non esiste. Non è per te se ti aspetti la segnaletica – c'è solo tra Caltagirone e Capizzi. E non è per te se parti senza prenotare: non c'è una rete di ostelli, ma B&B, agriturismi e case parrocchiali, e nei piccoli paesi di montagna ti troveresti altrimenti davanti a una manciata di letti. Vuoti così si pianificano prima, non per strada.

Percorso e paesaggio

Parti da Pozzallo, al porto dei traghetti sotto la Torre Cabrera, e sali per la Cava d'Ispica, un canyon di tredici chilometri pieno di abitazioni rupestri, verso il barocco: Modica con il Duomo di San Giorgio e il suo cioccolato di ricetta azteca, Ragusa Ibla con la cattedrale di Rosario Gagliardi – entrambe parte del patrimonio mondiale „Città tardo barocche del Val di Noto“, ricostruite dopo il terremoto dell'11 gennaio 1693. Per Chiaramonte Gulfi, il „Balcone di Sicilia“, Monterosso Almo e Vizzini, dove Giovanni Verga ambientò la sua „Cavalleria rusticana“, raggiungi Grammichele, la città esagonale del 1693, e Caltagirone, la città della ceramica con la basilica del conte Ruggero e la Scala di Santa Maria del Monte.

Da Caltagirone segui il Cammino di San Giacomo: per San Michele di Ganzaria a Mirabella Imbaccari, a Piazza Armerina con la Villa Romana del Casale, attraverso la Riserva Rossomanno-Grottascura-Bellia con i suoi „pupi ballerini“ modellati dal vento fino a Valguarnera, per la Piana del Dittaino e il colle dello zolfo di Assoro fino a Nicosia, la città dei 24 baroni, e su nei Nebrodi fino a Capizzi. Poi comincia la terza Sicilia: un lungo crinale sopra i 1.300 metri, Geraci Siculo a 1.077 metri, Castelbuono con il castello dei Ventimiglia, Isnello, Gratteri e Collesano nelle Madonie, giù per Cerda e Sciara fino a Caccamo sotto uno dei castelli più grandi dell'isola – e gli ultimi due giorni per Casteldaccia e Bagheria fino alla costa e a Palermo. Fondo: sterrati e strade poderali, sentieri di montagna su Nebrodi e Madonie, asfalto nei paesi e sugli ultimi chilometri verso la città.

Tappe, terreno e difficoltà

Venti giorni da 13 a 47 chilometri. Tra Caltagirone e Capizzi adottiamo le suddivisioni di tappa dell'ente gestore; prima e dopo le fissiamo in base ai letti, per questo Modica – Ragusa resta corta e Capizzi – Geraci Siculo diventa lunga – lì semplicemente non c'è un paese in mezzo, quindi pianifica un pernottamento in un agriturismo con servizio di prelievo o una partenza molto presto. Difficoltà: le fonti definiscono il tratto centrale „moderato“, i numeri dicono altro – 11.719 metri di salita, quattro tappe oltre i 25 chilometri, il punto più alto al 14° giorno. Chilometri dalla mappa Camino Ninja, calibrati esattamente su 454,2 km.

  1. Pozzallo → Ispica (15,3 km) – Dal porto dei traghetti sotto la Torre Cabrera su tra le colline; una breve giornata d'arrivo, con la Cava d'Ispica che aspetta.
  2. Ispica → Modica (23,8 km) – Attraverso il canyon della Cava d'Ispica con le sue abitazioni rupestri fino alla città barocca del cioccolato.
  3. Modica → Ragusa (13,4 km) – Corta, ma con una meta: Ragusa Ibla, Duomo di San Giorgio, patrimonio mondiale.
  4. Ragusa → Chiaramonte Gulfi (23,2 km) – Su nei Monti Iblei al „Balcone di Sicilia“ e al suo olio d'oliva.
  5. Chiaramonte Gulfi → Vizzini (26,4 km) – Per Monterosso Almo nella terra di Verga; nella Cunzirìa, l'antico quartiere dei conciatori, si svolge il duello di „Cavalleria rusticana“.
  6. Vizzini → Grammichele (21,3 km) – Per Licodia Eubea fino alla città esagonale che Carlo Maria Carafa fondò a tavolino nel 1693 dopo il terremoto.
  7. Grammichele → Caltagirone (17,9 km) – Nella città della ceramica: Basilica di San Giacomo, Scala di Santa Maria del Monte; da qui frecce gialle.
  8. Caltagirone → Mirabella Imbaccari (20,4 km) – Per San Michele di Ganzaria attraverso le colline degli Erei, grano e uliveti.
  9. Mirabella Imbaccari → Piazza Armerina (18,9 km) – Per l'Eremo di Leano nella città del fondatore; Villa Romana del Casale come deviazione.
  10. Piazza Armerina → Valguarnera Caropepe (20,7 km) – Attraverso la Riserva Rossomanno-Grottascura-Bellia a 800 metri, „pupi ballerini“ e necropoli di Rocca Crovacchio.
  11. Valguarnera Caropepe → Assoro (25,1 km) – Per la Piana del Dittaino, il tratto più basso della parte centrale, e su nel paese dello zolfo con la tribuna dei Gagini.
  12. Assoro → Nicosia (23,6 km) – Per Nissoria attraverso i monti fino a Nicosia, „Civitas Constantissima“, cattedrale di San Nicolò.
  13. Nicosia → Capizzi (16,9 km) – Per Crociate su nei Nebrodi fino al Santuario di San Giacomo, reliquia del dito, indulgenza plenaria.
  14. Capizzi → Geraci Siculo (47,1 km) – La tappa regina: per il punto più alto del cammino a 1.301 metri (km 276,9) attraverso faggete e pascoli verso le Madonie; nessun paese in mezzo, organizza un pernottamento intermedio.
  15. Geraci Siculo → Castelbuono (19,6 km) – Dal nido dei Ventimiglia a 1.077 metri giù fino al castello del 1316 e alla città della manna.
  16. Castelbuono → Gratteri (18,6 km) – Per Isnello attraverso il cuore delle Madonie.
  17. Gratteri → Cerda (25,8 km) – Per Collesano, la città della Targa Florio, giù dai monti nella terra dei carciofi.
  18. Cerda → Caccamo (20,5 km) – Per Sciara fino al castello normanno di Caccamo, uno dei più grandi della Sicilia.
  19. Caccamo → Casteldaccia (31,9 km) – La lunga discesa verso la costa; Bellacera e le prime vigne del Tirreno.
  20. Casteldaccia → Palermo (23,8 km) – Per Bagheria con la Villa Palagonia, Ficarazzi e Villabate fino alla capitale e al porto.

A Capizzi la processione sfonda un muro ogni anno

Il 26 luglio, il giorno dopo la festa di San Giacomo, gli uomini di Capizzi portano la Vara – la pesante struttura con la statua dell'apostolo, gli angeli e il reliquiario – sulla Piazza dei Miracoli e la sbattono ripetutamente e con violenza contro il muro di una vecchia casa, finché la muratura cede. Il rito si chiama „I Miracoli“ e ricorda „la spogliazione delle sacre reliquie di San Giacomo“: nel 1435 re Alfonso il Magnanimo ordinò che il nobile spagnolo Sancho de Heredia portasse via da Capizzi le reliquie di Giacomo, Nicola e Paolo e le consegnasse a Messina. Il muro, dice un'interpretazione, rappresenta la casa dell'hidalgo; i vecchi contano i colpi, un numero pari promette benedizione. È rimasta una falange dell'apostolo, „la reliquia più antica della Sicilia di San Giacomo Apostolo Maggiore“, nel reliquiario d'oro sull'altare maggiore; all'alba del 25 luglio i pellegrini camminano a piedi nudi.

Che la rabbia duri tanto dipende dal fatto che la chiesa è così antica: la prima notizia è una bolla papale del 1227, quando San Giacomo di Capizzi apparteneva ai possedimenti della Chiesa di Betlemme. Nelle Rationes decimarum del 1308–1310, gli elenchi papali delle decime, figura accanto alle chiese di San Giacomo di Caltagirone, Piazza, Enna, Palermo, Siracusa e di una dozzina di altri luoghi – questo culto giacobeo è circa 400 anni più antico del dominio spagnolo. E i Siciliani sono andati davvero a Santiago, con nome e anno: Calofina de Apothecis da Messina nel 1253, „Piero da Palermo con due compagni“ nel 1399, Girolamo Aglialoro nel 1692 con un passaporto sanitario „per andare a Dio piacendo a S. Giacomo in Galitia“. Eleonora d'Aragona dispose nel testamento del 1402 di inviare „tres personas pro anima nostra ad Sanctum Iacobum de Galicia“. Sinceramente, nessuno di questi pellegrini veniva da Caltagirone o Capizzi; erano di Messina, Palermo, Randazzo. E il cammino che percorri non è un tracciato riscoperto, ma nuovo – Trumino ha tirato il suo tratto centrale nel 2020/21 tra due mete antiche, e noi lo abbiamo prolungato fino ai due porti. Proprio qui sta la sua onestà: nessuno pretende di essere antico; si collega ciò che è antico. Chi arriva a Capizzi riceve l'indulgenza plenaria; chi dimostra inoltre il Camino verso Santiago riceve l'attestato „Duppiu piddirinu“ – il doppio pellegrino, in siciliano, non in latino.

Punti salienti lungo il cammino

  • Cava d'Ispica (tappa 2) – tredici chilometri di canyon calcareo con abitazioni rupestri, catacombe e cappelle dall'età del bronzo al Medioevo.
  • Modica (km 39,1) – Duomo di San Giorgio in cima a una scalinata di 250 gradini; cioccolato lavorato con il metodo azteco, IGP dal 2018; patrimonio mondiale del Val di Noto.
  • Ragusa Ibla (km 52,5) – Duomo di San Giorgio di Rosario Gagliardi, XVIII secolo, ricostruito sull'antico colle dopo il terremoto dell'11 gennaio 1693; Giardino Ibleo.
  • Vizzini e la Cunzirìa (km 102,1) – la terra di Giovanni Verga, scenario di „Cavalleria rusticana“; il quartiere abbandonato dei conciatori, la Cunzirìa, sta proprio sul cammino.
  • Grammichele (km 123,4) – l'unica città esagonale d'Europa, fondata nel 1693 dal principe Carlo Maria Carafa per i superstiti della distrutta Occhiolà.
  • Basilica di San Giacomo Apostolo, Caltagirone (km 141,3) – fondata nel 1090 dal conte Ruggero dopo la vittoria nel giorno di San Giacomo; rinnovata tre volte dopo la peste (1575), il terremoto (1693, 700 morti in chiesa) e le bombe (1943). Arca delle Reliquie dei Gagini, 92 anni di lavoro (1599–1691); mar–dom 9:30–12 e 17–19 (aggiornato: settembre 2026). Accanto la Scala di Santa Maria del Monte, 142 gradini del 1606, illuminata il 24/25 luglio da circa 4.000 lumini a olio.
  • Villa Romana del Casale, Piazza Armerina (km 180,6) – mosaici tardoantichi, patrimonio UNESCO; 14 euro, ridotto 7 euro, tutti i giorni 9–19 (aggiornato: settembre 2026).
  • Basilica di San Leone, Assoro (km 226,4) – fondata nel 1186, tribuna marmorea di Antonello Gagini (1515) con inferno, purgatorio e paradiso; Assoro è „il borgo dello zolfo“.
  • Nicosia (km 250,0) – „Civitas Constantissima“ (Federico II, 1209), cattedrale di San Nicolò con soffitto ligneo a cassettoni del XIV secolo; dialetto gallo-italico dei coloni lombardi, „città dei 24 baroni“.
  • Santuario di San Giacomo Apostolo Maggiore, Capizzi (km 266,9) – il più antico santuario giacobeo della Sicilia, bolla del 1227; reliquia del dito, Madonna del Soccorso di Antonello Gagini (1517); Santuario Diocesano dal 27 settembre 1999. Festa dal 16 al 26 luglio con Corteo storico e „I Miracoli“.
  • Geraci Siculo e Castelbuono (km 314,0 / 333,6) – le due sedi dei Ventimiglia: Geraci a 1.077 metri, Castelbuono con il castello del 1316, la Cappella palatina e la manna, la linfa essiccata dei frassini che si raccoglie ormai solo qui.
  • Castello di Caccamo (km 398,5) – origine normanna nell'XI secolo, uno dei castelli più grandi e meglio conservati della Sicilia, alto sopra il lago artificiale.
  • Bagheria e Palermo (km 434,8 / 452,7) – Villa Palagonia, la „Villa dei Mostri“ del 1715; a Palermo la cattedrale normanna del 1185 e la Cappella Palatina – e il porto dove questo cammino finisce.

Come i pellegrini raggiungono questo cammino

L'accesso naturale viene dal mare. Chi percorre il Camino Maltés ha prima alle spalle il Camino Malta da Rabat a Birgu e prende a La Valletta il traghetto di Virtu Ferries per Pozzallo – circa 1 ora e 45 minuti, una trentina di partenze a settimana. Il Camino Sicilia comincia proprio all'approdo; il vuoto tra il porto e la basilica di San Giacomo che il Cammino di San Giacomo lascia aperto lo colmano le prime sette tappe.

Dall'aria, Catania Fontanarossa è l'aeroporto di riferimento, con autobus per Pozzallo o Ragusa; chi vuole fare solo il tratto centrale segnalato prende a Catania il treno regionale per Caltagirone (da 4 euro, circa 1 ora e 50 minuti, due treni diretti al giorno, aggiornato: settembre 2026) e si inserisce alla tappa 8. Palermo, Ragusa e Piazza Armerina sono altri punti d'ingresso per chi cammina a tratti; la Via Francigena Normanna incrocia a Nicosia e Capizzi.

Continuare il pellegrinaggio?

Sì – questo cammino è costruito espressamente come anello. Dal porto di Palermo parte il traghetto di Grimaldi Lines per Cagliari, circa 12 ore attraverso il Canale di Sicilia, di norma una volta a settimana e di giorno (aggiornato: settembre 2026, verifica prima i giorni di partenza). A Cagliari, alla Chiesa di San Giacomo in Villanova, comincia il Sardegna Centrale, 448,6 chilometri attraverso la Sardegna fino a Porto Torres – da lì il traghetto passa a Barcellona, e il Camino de Barcelona e il Camino Catalán ti portano per Montserrat e Lleida ai grandi assi spagnoli e infine sul Camino Francés fino a Santiago. Circa 3.600 chilometri in tutto, da quattro a cinque mesi.

Chi invece resta in Sicilia ha davanti a Palermo la Via Francigena Normanna fino a Messina, e chi vuole tornare a Malta prende il traghetto a Pozzallo. Per la Compostela a Santiago contano sempre gli ultimi 100 chilometri a piedi – la Sicilia dà indulgenza, attestato e timbri, non la Compostela.

Preparazione e informazioni pratiche

Periodo migliore: aprile–maggio e ottobre. D'estate l'acqua è la questione di sicurezza – partire presto, almeno due litri a persona, verificare prima le fonti; su Nebrodi e Madonie la neve può restare fino ad aprile, e i tratti di valle si allagano dopo la pioggia. La segnaletica c'è solo tra Caltagirone e Capizzi (frecce gialle, logo, guida „Il Cammino di San Giacomo in Sicilia“ di Totò Trumino e Giuseppe Riggio, Terre di mezzo, 2025, 16 euro); sugli altri 330 chilometri cammini con la traccia. Alloggio: nessuna rete di ostelli, ma B&B, agriturismi, piccoli hotel e case parrocchiali – pochi letti nei piccoli paesi di montagna, quindi prenota in anticipo; per il suo tratto centrale l'associazione offre trasporto bagagli, transfer e un'assistenza telefonica 24 ore su 24.

La Credenziale la ottieni dall'associazione con un'offerta, riconosciuta dalla Confraternita di San Jacopo di Compostella; timbri in chiese e municipi. Alla fine del tratto centrale, a Capizzi, aspetta l'indulgenza plenaria, e chi dimostra inoltre il Camino verso Santiago riceve l'attestato „Duppiu piddirinu“. Lista dell'attrezzatura: scarponi robusti con suola scolpita, protezione solare, due litri di capacità d'acqua, protezione da pioggia e freddo per la montagna, bastoncini per 11.700 metri di salita, power bank. Chi vuole vivere la Festa è a Capizzi dal 24 al 26 luglio o a Caltagirone il 24/25 luglio – e prenota i letti con mesi di anticipo.

Tappe, profili altimetrici e alloggi adatti li componi più facilmente direttamente nell'app Camino Ninja, dove pianifichi le tue tappe e inserisci subito anche gli alloggi – su questo cammino, con la sua tappa di 47 chilometri, è quella la vera preparazione.

Quanto ti costa il cammino

Sinceramente, l'unica cifra attendibile è una stima dell'associazione: circa 60 euro al giorno per pernottamento e vitto. Valori indicativi: B&B o casa parrocchiale 30–45 euro a persona, agriturismo con cena 55–80 euro, piccolo hotel a Ragusa, Piazza Armerina o Palermo 60–100 euro in camera doppia; menu di trattoria 15–25 euro, arancino e caffè 4–6 euro. Budget giornaliero realistico: economico 45–60 euro, medio con agriturismo e ingressi 70–95 euro, comodo con hotel e trasporto bagagli 110–160 euro. Per tre settimane conta grosso modo 1.000–1.800 euro sul posto (aggiornato: settembre 2026).

Le piccole voci: guida Terre di mezzo 16 euro, Credenziale con offerta, Villa Romana del Casale 14 euro (ridotto 7 euro), basilica di Caltagirone e santuario di Capizzi gratuiti; traghetto La Valletta–Pozzallo secondo stagione, traghetto Palermo–Cagliari in passaggio ponte da circa 50 euro; treno regionale Catania–Caltagirone da 4 euro (tutti i prezzi aggiornati: settembre 2026).

Come arrivare

Alla partenza: Pozzallo la raggiungi da Malta con il traghetto di Virtu Ferries da La Valletta, circa 1 ora e 45 minuti; da Catania in autobus per Ragusa o Modica, circa due-tre ore. L'aeroporto più vicino è Comiso presso Ragusa, quello più grande Catania Fontanarossa.

Dall'arrivo: Palermo ha aeroporto (Falcone-Borsellino, treno per la città), stazione centrale e porto – da lì il traghetto per Cagliari verso la Sardegna, per Napoli o Genova verso il continente. Lungo il cammino Ragusa, Caltagirone, Piazza Armerina, Nicosia, Castelbuono e Caccamo hanno collegamenti in autobus, in montagna con orari radi.

  • Traghetti: Virtu Ferries – La Valletta – Pozzallo; Grimaldi Lines – Palermo – Cagliari
  • Treno e autobus in Sicilia: trenitalia.com – Catania – Caltagirone, Palermo; Interbus, AST ed Etna Trasporti per i paesi di montagna
  • Ente gestore del tratto centrale, Credenziale, guida: camminosangiacomosicilia.it, terre.it
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