Camino 2024 – un racconto dal Cammino di Santiago
Racconto inventato di Wolfgang Janowsky: dopo la fontana del vino di Irache un pellegrino sogna un Camino con pool party e discoteca per pellegrini.

Un racconto inventato dal Cammino di Santiago: Wolfgang Janowsky narra di un pellegrino che, dopo un sorso di troppo alla fontana del vino di Irache, sogna un Camino del futuro completamente commercializzato.
Un pellegrino a metà della vita aveva già percorso molti chilometri sul Cammino di Santiago. Per lunghi tratti camminava da solo o in compagnia di singoli pellegrini o pellegrine e si godeva la quiete e lo scambio, il cercare e il trovare la strada, la solitudine e una comunità a misura d’uomo lungo il cammino e nei vari albergue, quasi sempre gestiti in modo molto personale e cordiale.
In tarda mattinata camminava da Estella verso il monastero di Irache.
Una piccola indicazione lungo il cammino per una “Fuente del Vino” attirò per un attimo la sua attenzione, ma poi tornò a inseguire i suoi pensieri sulle sue esperienze: questo cammino – finora era stato quasi sempre uno dei più giovani tra i pellegrini – doveva pur essere un’esperienza meravigliosa anche per i giovani all’inizio della loro vita indipendente. Forse molte incertezze e difficoltà – come trovo la strada, come trovo un buon alloggio? Ce la faccio fisicamente, come mi procuro da mangiare? – erano un ostacolo per i giovani.
Quando vide di nuovo un cartello per la Fuente del Vino, la cercò e trovò un rubinetto dell’acqua e un rubinetto da cui sgorgava vino! Entrambi fissati nel fondo, messo in verticale, di una vecchia botte, un po’ trasandati, piuttosto discreti e senza grandi pretese – il vino però era eccellente, e così bevve forse un sorso o due più di quanto gli facesse bene.
Il caldo di mezzogiorno fece il resto mentre proseguiva, e così, camminando, sprofondò di nuovo nei suoi pensieri…
Un Camino con tutti i comfort
Il sentiero si allargò, era spianato e si snodava come un nastro invitante attraverso il paesaggio collinare. Grandi cartelli di un blu acceso con evidenti frecce gialle gli indicavano la strada, senza che dovesse prestare loro grande attenzione. In continuazione c’erano piccole oasi ombreggiate e graziosamente allestite.
Il rumore aumentò quando arrivò a uno dei bar annunciati in grande – anzi, in realtà era più un’area di sosta alla moda sull’autovía per Santiago. Internet, giochi, bevande, cibo e ogni esigenza turistica potevano essere soddisfatti. C’era persino la promessa di non aver bisogno dello zaino, perché ogni 4 km una stazione di ristoro si prendeva cura del pellegrino. Venivano offerti perfino massaggi, di continuo.
Con stupore il pellegrino notò che qui camminavano allegramente anche molti giovani: in cerca di “avventura” e “divertimento”, cadde persino la parola “chillare”. Trovò anche una mappa di tanti nuovi Recreation Center, called “albergue”, per centinaia di pellegrini, in camere da 2-3 letti arredate in modo moderno con pareti insonorizzate. Ci si poteva collegare direttamente, scegliere con un clic del mouse e prenotare per la notte.
Così, in prima serata, arrivò con un vivace flusso di pellegrini al “suo albergue” – grande accoglienza con cocktail e prima pool party – pazzesco! Camera top e servizi di prima classe, con tanto di volantino per il programma di animazione serale e notturno: si prega di collegarsi tramite intranet alla TV in camera. Purtroppo non trovò nessuna proposta spirituale o religiosa. Così decise di concludere la giornata in tranquillità, raccolto in se stesso.
Ma qui aveva fatto i conti – a proposito di conti: trovò l’alloggio sorprendentemente caro – senza gli animatori. Lo invitavano continuamente a sessioni, meeting, fun e party.
Non voleva fare il guastafeste e si lasciò coinvolgere.
La maggior parte dei pellegrini era in cammino solo per una o due settimane – all inclusive –, cercava il divertimento con gli altri e sorrideva un po’ di lui, che era in cammino già da così tanto tempo e che pregava anche regolarmente.
Quando alle due e mezza di notte si doveva andare nella discoteca per pellegrini insonorizzata, per il chillout assoluto, si tirò fuori e fuggì quasi nella sua camera, dove si lasciò cadere, completamente esasperato e stanco in un modo del tutto diverso da tutti i giorni precedenti, nel suo letto rifatto automaticamente con lenzuola pulite… e all’impatto con il materasso si rese conto, spaventato, che camminava ormai da oltre 2 ore sotto il sole cocente senza bere – il vino di Irache era stata l’ultima cosa. Doveva aver sognato a occhi aperti; grazie a una guida benevola non aveva perso la strada e trovò un albero solitario, ma che dava un’ombra meravigliosa, sotto cui riposarsi – e il buon Dio gli mandò una brezza fresca!
Di nuovo sul proprio cammino
No, non era così che se l’era immaginato. Il suo Camino e le sue esperienze avevano evidentemente bisogno della mancanza di perfezione e delle difficoltà, delle deviazioni, del cercare – e del trovare!, di ciò che rende felici e della spiritualità semplice. Mangiò qualcosa dallo zaino e bevve l’acqua dell’ultima fontana, che nel frattempo era diventata un po’ tiepida. Lesse nella sua guida che il prossimo albergue, che era molto piccolo, distava ancora circa 8 km, e decise di fermarsi lì.
Fu ancora faticoso, piuttosto stancante e sudato; trovò anche solo un vecchio caffè con qualche persona del posto per rifocillarsi, ma era felice quando arrivò all’albergue. Anche qui ricevette subito qualcosa da bere, un’acqua fresca e dissetante con una foglia di menta, e venne a sapere che c’era un pasto in comune. Sentì subito che questo albergue aveva un’aura del tutto particolare e un’impronta spirituale e religiosa. Si godette la doccia, e ancora di più la cena insieme e le belle conversazioni in una piccola cerchia di persone affini.
Così fu del tutto soddisfatto e capì che forse non tutti potevano e dovevano percorrere il cammino. Si godette la quiete della notte – e siccome era così bello, si concesse in quell’albergue un giorno di pausa, per raccogliersi un po’ e mettere in ordine le sue cose con calma.
Questo è uno dei tre racconti di pellegrinaggio di Wolfgang Janowsky. Gli altri due sono Il cappellino e Il canarino di Santiago.