Attraverso la Slovacchia: circa 651 chilometri dalla Cattedrale di Santa Elisabetta a Košice, passando per Levoča, Banská Štiavnica e Bratislava, fino a Wolfsthal, al confine con l’Austria: la Svätojakubská cesta, il primo Cammino di Santiago segnalato del Paese.
La Svätojakubská cesta è il primo Cammino di Santiago interamente segnalato della Slovacchia. Collega le due città più grandi del Paese: Košice a est e la capitale Bratislava a ovest. Da lì prosegue ancora per un breve tratto lungo il Danubio fino a Wolfsthal, al confine con l’Austria, dove si collega alla rete austriaca dei Cammini di Santiago.
Lungo ben 650 chilometri, il percorso segue gli storici itinerari di pellegrinaggio e i luoghi sotto il patrocinio di San Giacomo. Attraversa zone montuose e valli fluviali, città minerarie medievali e passa accanto a diversi siti patrimonio mondiale dell’UNESCO. È segnalato e gestito dall’associazione senza scopo di lucro Priatelia Svätojakubskej cesty na Slovensku («Amici del Cammino di Santiago in Slovacchia»), designata dalla Conferenza Episcopale Slovacca come unica organizzazione del Cammino nel Paese incaricata della collaborazione con le diocesi.
Questo percorso è lungo e, a dirla tutta, impegnativo: con circa un mese di cammino e oltre 16.000 metri di dislivello, non è certo una passeggiata, ma un vero e proprio viaggio escursionistico attraverso un territorio ricco di varietà.
"Svätojakubská cesta" è il termine slovacco per "Cammino di Santiago" – letteralmente "Cammino di San Giacomo".
Ideale se cerchi un Cammino di Santiago lungo, tranquillo e ancora poco battuto, lontano dai principali itinerari spagnoli – con paesaggi montani, boschi, città medievali e numerosi siti patrimonio dell’umanità. Chi è pronto ad affrontare lunghe distanze, dislivelli e a gestire in autonomia l’orientamento e la ricerca di un alloggio, qui è nel posto giusto.
Non è la scelta più adatta se ti sei abituato a seguire una segnaletica continua con frecce gialle, come in Spagna, e ti aspetti la fitta rete di ostelli dei Cammini spagnoli. In Slovacchia non ci sono frecce gialle e le infrastrutture sono decisamente più scarse: sono indispensabili una mappa, un’app e una pianificazione anticipata.
Il percorso inizia presso la Cattedrale di Santa Elisabetta a Košice e si snoda inizialmente attraverso le montagne e i boschi della Slovacchia orientale fino alla regione dello Spiš (Zips), passando per diversi siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, fino alla Basilica di San Giacomo a Levoča.
Nella Slovacchia centrale il percorso attraversa un paesaggio minerario passando per Banská Bystrica, Zvolen e la splendida Banská Štiavnica fino all’abbazia benedettina di Hronský Beňadik nella valle dell’Hron. È qui che si trovano i tratti più alti e montuosi del percorso.
A ovest, l’itinerario passa per Trnava (“la Roma slovacca”), attraversa i vigneti e i boschi dei Piccoli Carpazi con il castello di Červený Kameň, Pezinok e Svätý Jur fino a Marianka, il più antico luogo di pellegrinaggio della Slovacchia, e infine a Bratislava. Da lì mancano solo pochi chilometri lungo il Danubio fino a Wolfsthal, al confine con l’Austria.
Con circa 651 chilometri e oltre 16.000 metri di dislivello, la Svätojakubská cesta è un percorso lungo e in alcuni tratti montuoso: realisticamente, ci vuole circa un mese a piedi. L’associazione ufficiale suddivide il percorso in diverse sezioni, ciascuna delle quali comprende diverse tappe giornaliere, in modo da poter percorrere anche solo una parte del tragitto.
Il terreno varia notevolmente: la Slovacchia orientale (Košice–Levoča) si snoda quasi interamente lungo sentieri escursionistici di montagna segnalati e non è adatta alle biciclette o ai passeggini. Il tratto centrale intorno a Banská Štiavnica e Hronský Beňadik è il più montuoso, con alcune tappe lunghe e impegnative che attraversano passi di montagna. Verso ovest il percorso diventa più pianeggiante e agevole, prima che i Piccoli Carpazi presentino nuovamente alcune salite. L’ultima tappa, da Bratislava a Wolfsthal, è breve (circa 11 chilometri) e quasi pianeggiante.
Una particolarità di questo percorso: in Slovacchia non ci sono frecce gialle sugli alberi o sulle pietre come in Spagna – dal punto di vista legale, ciò non è possibile senza le relative autorizzazioni. Il percorso si avvale invece della rete escursionistica straordinariamente fitta del Paese (oltre 15.000 km di sentieri segnalati).
Devi prestare attenzione a due simboli: una conchiglia gialla su sfondo blu scuro, presente sotto forma di adesivo sui cartelli indicatori del Club dei turisti slovacchi (KST), e le pietre del selciato a forma di conchiglia nei centri storici delle città più grandi, come Košice e Nitra. Tra un cartello e l’altro, segui il colore del sentiero segnalato (rosso, blu, verde o giallo). L’associazione consiglia espressamente di non seguire le frecce gialle isolate e non ufficiali, ma di attenersi alla mappa o all’app. I tratti privi di rete escursionistica sono finora descritti solo nelle guide per pellegrini dell’associazione.
Il percorso termina a Wolfsthal, al confine con l’Austria, a pochi chilometri da Bratislava. In realtà, la primissima tappa del Cammino di Santiago austriaco inizia proprio a Bratislava, presso le rovine della cappella di San Giacomo nel centro della città, da dove si prosegue lungo il Danubio fino al confine presso Wolfsthal. Chi desidera proseguire, qui si immette nella rete austriaca del Cammino di Santiago in direzione di Vienna e poi verso ovest. Bratislava è inoltre un crocevia in cui anche il Szent Jakab út ungherese incontra la Svätojakubská cesta slovacca.
Il periodo migliore va dalla primavera all’autunno; al di fuori di questi mesi, i tratti montuosi sono in parte sconsigliati. Organizzati con cura: gli alloggi sono più rari rispetto ai Cammini spagnoli e non esiste una rete continua di ostelli. Una mappa e un’app di navigazione sono indispensabili, poiché si percorrono sentieri segnalati a colori e non con frecce gialle. L’associazione pubblica le proprie guide per pellegrini e vende la credenziale slovacca (Credential) con la conchiglia; dopo aver percorso almeno 100 chilometri, riceverai a Hronský Beňadik la prima «Compostela» slovacca. Preparati a tappe più lunghe e montuose e a dover provvedere occasionalmente al proprio vitto.
La Slovacchia è più economica della Germania o dell’Austria. Calcola all’incirca 30–50 € al giorno per alloggi semplici e pasti; se ti organizzi da solo e scegli sistemazioni essenziali, ti troverai nella fascia di prezzo più bassa. Poiché la rete di alloggi è meno fitta, vale la pena pianificare in anticipo.
Il punto di partenza è Košice, nella parte orientale della Slovacchia, mentre il punto di arrivo è Wolfsthal, nei pressi di Bratislava.

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