Camino San Salvador
Il Camino San Salvador porta in 121,4 chilometri dalla cattedrale di León, attraverso la Cordigliera Cantabrica, alla cattedrale di San Salvador di Oviedo. Lascia il Camino Francés subito dopo San Marcos, risale il Bernesga verso nord, dopo Buiza sale sul crinale di La Tercia e ad Arbas valica il Pajares, prima di scendere nelle Asturie attraverso le valli di Lena e Mieres. Sei tappe, 3.556 metri di salita, 4.161 di discesa, punto più alto a 1.565 metri. All'arrivo ti aspettano la Cámara Santa, un attestato tutto suo e il Camino Primitivo verso Santiago.
- 01In sintesi
- 02Panoramica
- 03Altri nomi
- 04Per chi è l'ideale – e per chi invece non lo è
- 05Percorso e paesaggio
- 06Tappe, terreno e difficoltà
- 07Né sentiero né monte: l'ospizio di Arbas e il passo che lo sovrasta
- 08Punti di interesse lungo il percorso
- 09Servo o Signore: cosa ti aspetta a Oviedo
- 10Come i pellegrini intraprendono questo percorso
- 11Continuare il pellegrinaggio?
- 12Preparazione e aspetti pratici
- 13Quanto ti costerà il percorso
- 14Come arrivare
In sintesi
- Partenza / Arrivo: cattedrale di León / cattedrale di San Salvador di Oviedo
- Lunghezza: 121,4 km; i primi 1,3 km circa, fino a San Marcos, sul tracciato del Camino Francés
- Durata: 6 tappe, in media circa 20 km; in 5 giorni se hai buone gambe, una settimana abbondante con un giorno di riposo a Oviedo
- Dislivello: ↗ 3.556 m / ↘ 4.161 m, circa 29 metri di salita per chilometro
- Punto più alto: 1.565 m al km 54,8, sul crinale tra Poladura de la Tercia e Arbas del Puerto
- Paesaggio: la valle del Bernesga e le gole calcaree a nord di León, pascoli d'alta quota e brughiera sui passi, faggete e castagneti in discesa e, per finire, il vecchio bacino carbonifero di Lena e Mieres
- Ente promotore / Segnaletica: frecce gialle e cippi con la conchiglia, curati dalle associazioni giacobee di León e delle Asturie; secondo la Xacopedia per lo più buona, ma non uniforme
- Tracce di san Giacomo: l'ospizio e la collegiata di Santa María de Arbas sul passo dal XII secolo, l'ospedale dei pellegrini di San Marcos a León, un antico ospedale per pellegrini a Puente de los Fierros, le colonne degli apostoli della Cámara Santa
- Alloggio: albergue per pellegrini a La Robla, Buiza, Poladura de la Tercia, Pajares, Pola de Lena e Oviedo, oltre a pensioni e piccoli hotel; a Mieres nessun albergue per pellegrini classico
- Cammini di collegamento: Camino Francés a León, Camino Olvidado a La Robla e, a Oviedo, Camino Primitivo, Camino del Norte via Oviedo e Camino de las Asturias
- Periodo migliore / Attestato: da metà maggio a metà ottobre; all'arrivo la Salvadorana, gratuita nella cattedrale di Oviedo
Panoramica
A León il Camino Francés ti mette davanti a una domanda che i pellegrini si pongono fin dal Medioevo: proseguire verso ovest, dall'Apostolo – o svoltare a nord, verso il Salvatore? La cattedrale di Oviedo è dedicata a San Salvador, e nella sua Cámara Santa si conservano reliquie che si riferivano a Cristo stesso. Da qui nacque il detto che la cattedrale cita ancora oggi: «Quien va a Santiago y no al Salvador, visita al criado y olvida al Señor» – chi va a Santiago e non al Salvatore visita il servo e dimentica il Signore. Il bello è che nessuno lo tramanda allo stesso modo: nella Xacopedia il servo lo si «serve» e il Signore lo si «lascia», da Gronze lo si «onora». Sulla gerarchia, però, erano tutti d'accordo.
Il cammino tra i due è breve e ripido. In 121,4 chilometri accumuli 3.556 metri di dislivello, più di certi Cammini lunghi il doppio, e la maggior parte si concentra in tre giorni tra Buiza e Pola de Lena. Lassù, ad Arbas sul passo, sorgeva già intorno al 1116 un ospizio per pellegrini, e il pellegrino italiano Bartolomeo Fontana scrisse nel 1539 che nella tempesta non vedeva «né sentiero né monte». A dirla tutta, valgono entrambe le cose ancora oggi: con il bel tempo la tappa del crinale è una delle più belle dell'intera rete giacobea, con la nebbia una giornata di orientamento. In mezzo c'è tanto silenzio – e giù in fondo, alla fine, Oviedo, dove inizia il Camino Primitivo.
Altri nomi
In spagnolo il cammino si chiama Camino de San Salvador o Camino del Salvador, dal titolo della cattedrale di Oviedo; nelle Asturie si legge anche Camín de San Salvador. Le guide inglesi parlano di Camino del Salvador o San Salvador Way, quelle tedesche di Salvador-Weg. L'attestato all'arrivo si chiama Salvadorana. Da non confondere con la variante del Norte via Oviedo: quella arriva dalla costa, il Salvador da sud, da León.
Per chi è l'ideale – e per chi invece non lo è
Ideale se sei sul Camino Francés e a León ne hai avuto abbastanza della Meseta per tutta la vita: il Salvador ti porta in sei giorni in montagna e, a Oviedo, direttamente sul Camino Primitivo – un itinerario per Santiago che salta il gran finale affollato da Sarria. Ideale se hai poco meno di una settimana e cerchi un cammino a sé, con un inizio, una fine e un attestato. E ideale se ami l'escursionismo in montagna ma non vuoi un'uscita d'alta quota: qui niente è tecnicamente difficile.
A dirla tutta, però, non fa per te se conti su tre bar al giorno e albergue pieni: dopo Carbajal de la Legua non c'è un punto di ristoro fino a La Robla, e tra Poladura e Pajares non c'è nessun paese per oltre 13 chilometri. Non fa per te se con il maltempo non vuoi avere un piano B – sul crinale non c'è riparo, e la strada alternativa oltre il passo, la N-630, Gronze la definisce «una de las más peligrosas de España» (una delle più pericolose di Spagna): a piedi non è un'opzione. E non fa per te in inverno, se non hai esperienza con la neve.
Percorso e paesaggio
Da León a Poladura de la Tercia (km 0–51,4): Dalla cattedrale cammini con il Francés fino a Plaza de San Marcos e lì svolti a nord – il momento in cui devi stare attento. Per Carbajal de la Legua (km 8,0) attraversi un paesaggio collinare senza punti di ristoro fino a Cabanillas e Cascantes de Alba, poi entri nella cittadina industriale di La Robla (km 27,3). La valle del Bernesga si stringe: carbone, ferrovia e strada si dividono la gola. Per Puente de Alba, la cappella barocca di Buen Suceso (km 32,1) e La Pola de Gordón (km 36,0) raggiungi Buiza (km 41,4). Da qui comincia la parte più bella: un sentiero attraverso le Hoces de Buiza che sale ai pascoli d'alta quota di La Tercia, fino a San Martín e Poladura de la Tercia (km 51,4).
Da Poladura a Oviedo (km 51,4–121,4): Dopo Poladura sali sul crinale, a 1.565 metri al km 54,8, e percorri un ampio arco fino ad Arbas del Puerto (km 59,1) e al Puerto de Pajares (km 60,4), il confine tra León e le Asturie. Il sentiero scende ripido a Pajares (km 65,0), poi con un continuo saliscendi per San Miguel del Río, Santa Marina e Llanos de Somerón giù fino a Puente de los Fierros (km 74,8) e avanti per Herías fino a Campomanes (km 82,2). Lungo il fiume raggiungi Pola de Lena (km 89,2), poi per la valle del Caudal, passando per Villallana e Ujo, il vecchio bacino carbonifero di Mieres (km 102,2). L'ultimo giorno sale su El Padrún (km 109,0) e scende a Olloniego (km 112,0), sul Nalón, prima che strade lastricate ti portino nel centro storico di Oviedo.
Tappe, terreno e difficoltà
Presentiamo il cammino in 6 tappe, come lo suddivide la cattedrale di Oviedo; chilometri dalla mappa di Camino Ninja, calibrati esattamente su 121,4 km. Se lo percorri in 5 giorni, unisci le ultime due tappe – da Pola de Lena a Oviedo sono allora 32,2 chilometri con due salite. Se vuoi alleggerire i giorni di montagna, dormi già a Buiza.
- León → La Robla (27,3 km) — rodaggio verso nord, collinare, senza bar né negozi da Carbajal de la Legua in poi.
- La Robla → Poladura de la Tercia (24,1 km) — prima su asfalto nella stretta valle del Bernesga, da Buiza su sentieri attraverso la gola fino ai pascoli d'alta quota.
- Poladura de la Tercia → Pajares (13,6 km) — la tappa regina: crinale a 1.565 m, Arbas, il passo, una discesa ripida; lungo il percorso nessun paese con servizi.
- Pajares → Pola de Lena (24,2 km) — lunga e faticosa, un continuo saliscendi su vecchie mulattiere tra i paesi, boschi e prati fino a Campomanes, poi in piano lungo il fiume.
- Pola de Lena → Mieres (13,0 km) — breve e pianeggiante nella valle del Caudal, con tempo per Santa Cristina de Lena.
- Mieres → Oviedo (19,2 km) — tre salite, per El Padrún e Olloniego fino al centro.
Il fondo alterna asfalto nelle valli a sterrati e sentieri in montagna; dopo la pioggia i sentieri in discesa verso le Asturie sono fangosi e scivolosi. Gronze classifica la terza e la quarta tappa con 4 su 5 – non per passaggi di arrampicata, ma per il dislivello e il meteo. Per la tappa regina calcola cinque ore abbondanti di cammino effettivo, anche se è la più corta.
Né sentiero né monte: l'ospizio di Arbas e il passo che lo sovrasta
Intorno al 1116 il conte Fruela Díaz e sua moglie Estefanía vollero fondare sul Pajares un ricovero, «un albergue u hospital de peregrinos». Appena un anno dopo, nel 1117, la regina Urraca gli fece una donazione, e il documento lo chiama per nome: «ad illa albergaria quae sunt constructa in illo porticu de Arbas» – all'ospizio costruito sul passo di Arbas. Ne nacque un monastero di canonici che nel 1216 ottenne da Alfonso IX perfino il pedaggio del ponte di Puente de los Fierros, sul versante asturiano. Chi custodiva il passo, insomma, incassava anche a valle. La collegiata di Santa María che vedi oggi è tardoromanica; sul portale un orso e un bue sorreggono l'architrave.
A cosa servisse l'ospizio lo racconta Bartolomeo Fontana. L'italiano valicò il passo nell'agosto del 1539 e «anduvo errante ante una oscuridad tan grande que no veía sendero ni monte» – vagò smarrito in un'oscurità così fitta da non vedere né sentiero né monte, con vento e pioggia terribili, come se si fossero aperte «las cataratas del cielo», le cateratte del cielo. Arrivò, come riporta Gronze, «sano y salvo» all'ospedale di Arbas. In agosto. Antoine de Lalaing, al seguito di Filippo il Bello, ebbe vita più facile nel marzo del 1501: secondo la Xacopedia andò da León per il Pajares a Puente de los Fierros e poi a Oviedo, dove vide le reliquie «como todos los peregrinos» (come tutti i pellegrini).
Cinquecento anni dopo, sul passo molte cose sono cambiate, ma il tempo no. Nel 1884 Alfonso XII inaugurò la Rampa de Pajares, una linea ferroviaria con 61 gallerie in 42 chilometri; dal 29 novembre 2023 l'alta velocità passa sotto la montagna nel tunnel di Pajares, lungo 24,6 chilometri. Tu passi sopra, come Fontana. In pratica: la sera prima a Poladura controlla le previsioni, non partire da solo con la nebbia e lascia perdere la N-630. Se il crinale è sgombro, alle spalle hai l'altopiano di León e davanti le Asturie verdi.
Punti di interesse lungo il percorso
- Cattedrale di León (km 0) — edificio gotico del XIII secolo con le sue celebri vetrate; subito dopo San Marcos, fondato nel 1152 come ospedale per pellegrini fuori le mura, dove il Salvador si stacca dal Francés.
- Buen Suceso (km 32,1) — santuario presso La Pola de Gordón, secondo la Xacopedia un edificio barocco del XVIII secolo.
- Hoces de Buiza (dal km 41,4) — la gola dopo Buiza, dove il cammino lascia la valle per la montagna; a Buiza nel 2008 aprì il primo albergue per pellegrini del cammino.
- Crinale di La Tercia (km 54,8) — 1.565 m, il punto più alto: brughiera, pascoli e spazi aperti.
- Santa María de Arbas (km 59,1) — collegiata ed ex ospizio per pellegrini sul passo, torre del 1693, monumento tutelato dal 1931.
- Puente de los Fierros (km 74,8) — paese di ferrovia e strada con chiesa e ponte; secondo Wikipedia qui sorgeva un antico ospedale per pellegrini sul Camín Real de la Mesa.
- Santa Cristina de Lena (tra Campomanes e Pola de Lena) — chiesa preromanica dell'852, dell'epoca di Ramiro I, con iconostasi in pietra; patrimonio dell'umanità dal 1985, secondo la Xacopedia a soli 70 metri circa dal cammino.
- Mieres (km 102,2) — un tempo «Mieres del Camino», perché di qui passavano i pellegrini; nel Novecento città mineraria con 70.871 abitanti nel 1960.
- Olloniego (km 112,0) — la Torre de los Muñiz del XIII e XIV secolo, il Palacio de los Quirós e il vecchio ponte sul Nalón, all'asciutto dal XVII secolo perché il fiume ha spostato il suo letto.
- Oviedo (km 121,4) — cattedrale di San Salvador con la Cámara Santa, la Cruz de los Ángeles e la Cruz de la Victoria; i monumenti di Oviedo sono patrimonio dell'umanità dal 1985, la Cámara Santa dal 1998.
Servo o Signore: cosa ti aspetta a Oviedo
Il motivo della deviazione sta nella Cámara Santa. Alfonso II, re dal 791 all'842, fece portare le reliquie nel IX secolo nella cappella di San Michele, accanto alla sua chiesa del Salvatore; il 14 marzo 1075 Alfonso VI fece aprire l'Arca Santa e rivestirla d'argento. Il sudario, il Sudarium, viene mostrato solo tre giorni all'anno, il Venerdì Santo, il 14 e il 21 settembre – se vuoi saperne di più, lo trovi nella pagina del Camino Primitivo. Già dall'XI secolo esisteva un elenco delle reliquie in francese, segno di quanto presto arrivassero qui pellegrini da oltre i Pirenei.
La Cámara Santa è sopravvissuta alla sua stessa storia: nel 1934 fu fatta saltare durante la rivolta asturiana, nel 1942 riconsacrata, nel 1977 i reliquiari furono rubati e recuperati entro il 1981. Dal 1990 l'Asociación Astur-Leonesa de Amigos del Camino de Santiago, fondata a Oviedo, si occupa dei pellegrini, e dal 2010 gestisce l'albergue comunale El Salvador. Con la credenziale timbrata ricevi in cattedrale la Salvadorana, firmata dal decano del capitolo – e con essa l'ingresso a cattedrale, Cámara Santa, museo e chiostro.
Come i pellegrini intraprendono questo percorso
Quasi tutti arrivano a piedi a León sul Camino Francés e a San Marcos svoltano verso nord. Il Salvador è il raccordo che trasforma due grandi cammini in un unico itinerario: Francés fino a León, Salvador fino a Oviedo, Primitivo fino a Santiago.
Un secondo accesso si trova lungo il percorso: a La Robla incrocia il Camino Olvidado, il dimenticato cammino di montagna da Bilbao a Cacabelos. Chi lo ha percorso fino a La Robla può svoltare qui verso nord e passare al Primitivo via Oviedo. Se percorri il Salvador da solo, arriva a León in treno.
Continuare il pellegrinaggio?
A Oviedo il Salvador finisce, e tre cammini iniziano o si incrociano davanti alla stessa cattedrale:
- Camino Primitivo — la prosecuzione classica, circa 310 km tra le montagne delle Asturie occidentali e di Lugo fino a Santiago; a Melide confluisce nel Francés
- Camino del Norte via Oviedo — per Llanera e Corvera fino ad Avilés, di nuovo sulla costa e sul Camino del Norte
- Camino de las Asturias — termina anch'esso a Oviedo, l'antico cammino interno da Pamplona; per te più un'idea per il prossimo cammino
I più ripartono sul Primitivo la mattina dopo il giorno di riposo. Con la stessa credenziale il cammino vale poi del tutto normalmente per la Compostela a Santiago; il pianificatore di Camino Ninja combina i tratti automaticamente, così come sono segnalati sul terreno.
Preparazione e aspetti pratici
Credenziale e app. Come su tutti i cammini spagnoli, ti serve una credenziale del pellegrino (credencial) per dormire negli albergue e ricevere alla fine la Compostela – qui anche la Salvadorana, per la quale la cattedrale richiede almeno un timbro per tappa. È meglio ordinarla in anticipo online, così ti arriva in tempo per l'inizio del viaggio. Con la Camino Ninja App hai mappa e traccia offline, cosa che sul crinale nella nebbia conta; il modo più semplice è pianificare il cammino direttamente nell'app, dove componi le tue tappe e prevedi subito anche gli alloggi adatti.
Stagione e meteo. Il Salvador si percorre bene da metà maggio a metà ottobre. Sui passi la neve può restare fino a maggio, e anche d'estate nebbia e temporali arrivano in fretta. Gronze sconsiglia di affrontare le tappe di montagna con pioggia, nebbia, neve o ghiaccio. Porta protezione da pioggia e vento, uno strato caldo, provviste e acqua sufficiente per una giornata senza bar.
Albergue. La rete è piccola: La Robla, Buiza con pochi posti, Poladura de la Tercia, Pajares con 65 posti senza cucina, Pola de Lena da fine marzo a fine ottobre, poi Oviedo. A Pajares puoi mangiare alla pensione El Mirador su prenotazione; l'albergue parrocchiale di Bendueños si trova a un buon chilometro dal cammino.
Quanto ti costerà il percorso
Gli albergue per pellegrini sono economici: Buiza 5 €, Pajares e Pola de Lena 8 €, La Robla e Poladura de la Tercia 10 €, El Salvador a Oviedo 7,50 €. Dove non c'è un albergue, a Mieres paghi circa 25 € nella Residencia Universitaria, nelle pensioni di La Pola de Gordón da 29 a 47 €, a Pajares da 30 a 60 € (aggiornato: ottobre 2026). La Salvadorana è gratuita e comprende l'ingresso in cattedrale; altrimenti i pellegrini con credenziale pagano 4 € invece di 8 €, e la torre costa 10 € in più (aggiornato: ottobre 2026).
Calcola da 30 a 40 € al giorno con albergue, colazione al bar e menú del día, con le pensioni da 50 a 70 €. A dirla tutta, in montagna risparmi spesso senza volerlo, perché non c'è niente da comprare – e poi spendi tutto nelle sidrerías di Oviedo.
Come arrivare
Alla partenza. León si raggiunge da Madrid con l'alta velocità in poco più di due ore; se arrivi dal Francés, ci sei già. Il cammino inizia davanti alla cattedrale.
Dall'arrivo. Oviedo ha treni a lunga percorrenza per Madrid, dalla fine del 2023 attraverso i nuovi tunnel di Pajares in circa tre ore, oltre agli autobus ALSA e all'aeroporto delle Asturie vicino ad Avilés. I treni regionali collegano Oviedo con Mieres e Pola de Lena – comodo se vuoi fare solo le tappe di montagna o lasciare il cammino a metà.
- Treno: renfe.com — Madrid–León, León–Oviedo, treni regionali Oviedo–Mieres–Pola de Lena
- Autobus: alsa.es — León, Oviedo, aeroporto delle Asturie
- Salvadorana: catedraldeoviedo.com — cattedrale di Oviedo, attestato e ingresso
Prendi la tua credenziale del pellegrino e la conchiglia
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