Vía de la Plata
La Vía de la Plata è il grande percorso sud-nord della Spagna: 701,2 chilometri da Siviglia, sulle tracce di una strada romana, attraverso l’Estremadura e la Castiglia e León fino ad Astorga — e da lì proseguendo verso Santiago, attraverso il Cammino di Sanabrés o il Cammino Francese. Quattro città patrimonio dell’umanità si trovano lungo un unico percorso: Siviglia, Mérida, Cáceres e Salamanca. E con 8.833 pellegrini nel 2025, la Vía de la Plata è il più solitario dei percorsi classici: chi è alla ricerca di spazi aperti, storia e silenzio, qui troverà tutte e tre le cose.

- 01In sintesi
- 02Panoramica
- 038.833 pellegrini su 701 chilometri — la distanza regina, percorsa in solitudine
- 04La “Strada d’Argento” senza argento: il vero significato del nome
- 05Quattro città patrimonio dell'umanità lungo un unico percorso
- 06Altri nomi
- 07Per chi è l'ideale – e per chi invece non lo è
- 08Percorso e paesaggio
- 09Tappe, terreno e difficoltà
- 10Punti di interesse lungo il percorso
- 11Come i pellegrini intraprendono questo percorso
- 12Continuare il pellegrinaggio?
- 13Preparazione e aspetti pratici
- 14Quanto ti costerà il percorso
- 15Come arrivare
In sintesi
- Partenza / Arrivo: Siviglia → Astorga; proseguimento verso Santiago attraverso il Camino Sanabrés oppure il Camino Francés
- Lunghezza: 701,2 km fino ad Astorga — in totale circa 1.000 km fino a Santiago, a seconda del percorso scelto
- Dislivello: ↗ 7.857 m / ↘ 6.994 m — nessun passo, ma un susseguirsi di altipiani e valli fluviali
- Durata: 30–38 giorni fino ad Astorga; con proseguimento verso Santiago 6–7 settimane
- Segnaletica: freccia gialla, oltre a pietre miliari cubiche in granito in Estremadura; l’app Camino Ninja contiene l’itinerario completo
- Pellegrini: 8.833 arrivi nel 2025 — la più solitaria delle rotte classiche
- Ostelli: una rete solida ma a maglie larghe; pianificazione giornaliera in base agli ostelli, non a seconda dell’umore
- Collegamento: A Granja de Moreruela si dirama il Camino Sanabrés da; ad Astorga ci aspetta il Camino Francés
- Carattere: vasta, tranquilla, ricca di storia — la Dehesa, i lecci, le pietre romane e le città, ognuna delle quali meriterebbe di per sé un viaggio
Panoramica
La Vía de la Plata è il Cammino di Santiago per chi vuole attraversare davvero la Spagna: 701,2 chilometri da Siviglia verso nord, attraverso le dehesas di lecci dell’Estremadura, sugli altipiani della Castiglia e León, tra cicogne, bacini artificiali e città i cui nomi erano già noti ai Romani. Ad Astorga termina la vera e propria Vía de la Plata — da lì gli ultimi 260 chilometri proseguono lungo il Camino Francés verso Santiago. La maggior parte dei pellegrini, però, devia già prima: a Granja de Moreruela inizia il Camino Sanabrés, il seguito più tranquillo che passa per Ourense.
Nel 2025 sono arrivati 8.833 pellegrini attraverso la Plata — meno che su qualsiasi altro percorso classico. Ci sono ragioni che è bene conoscere: tappe lunghe, grandi distanze tra un alloggio e l’altro e un’estate che in Estremadura non permette di camminare. Chi invece parte in primavera o in autunno, riceve il bene più raro del mondo del Cammino: giorni di silenzio, selciato romano sotto i piedi e quattro città patrimonio dell’umanità lungo un unico percorso.
8.833 pellegrini su 701 chilometri — la distanza regina, percorsa in solitudine
I dati del 2025 raccontano una storia chiara: 530.987 pellegrini in totale, ma solo 8.833 sulla Vía de la Plata — nemmeno il 2 per cento. A titolo di confronto: il Camino Francés era di 242.179; persino il breve Camino Inglés ne contava più del triplo. A conti fatti, distribuiti nell’arco dell’anno, per ogni chilometro di Plata si contano appena una dozzina abbondante di pellegrini: ci sono giorni in cui non ne incontri nemmeno uno.
È proprio qui che risiede il suo valore. La Plata è il percorso ideale per il secondo o terzo Cammino, quando la folla del Francés è ormai alle spalle e si vuole capire come dovevano sentirsi i pellegrini quando questa strada non era ancora una meta turistica. Qui i villaggi accolgono ancora i pellegrini come un evento, non come semplici passanti — e chi cammina da solo all’alba attraverso la Dehesa capisce perché gli intenditori considerino la Plata il percorso più suggestivo di tutti.
La “Strada d’Argento” senza argento: il vero significato del nome
Il bel nome è fuorviante: lungo la “Strada dell’Argento” non è mai stato trasportato argento in quantità significative. I linguisti fanno risalire il nome alla parola araba Bal’latta — “ampia via lastricata”. Da quel suono, in castigliano è derivato «plata», argento, e da una semplice descrizione di un percorso è nato un nome proprio dal suono brillante. Per inciso, la «Strada dell’Argento» compare per iscritto sorprendentemente tardi: per la prima volta in una lettera che Cristoforo Colombo scrisse a suo figlio Diego il 28 novembre 1504.
Il sentiero lastricato è di gran lunga più antico: già nel I secolo d.C. la strada romana che collegava Hispalis (Siviglia) ad Asturica Augusta (Astorga), passando per Emerita Augusta (Mérida), Helmantica (Salamanca) e Ocelum (Zamora), era interamente lastricata. Era il grande asse nord-sud dell’Occidente romano — ed è presente ancora oggi: circa l’80 per cento di tutte le pietre miliari documentate archeologicamente nella provincia della Lusitania proviene proprio da questa strada. Spesso il pellegrino moderno percorre proprio l’antico tracciato.
Quattro città patrimonio dell'umanità lungo un unico percorso
Nessun altro Cammino di Santiago comprende così tante grandi città: Siviglia con la cattedrale e la Giralda, Mérida con il teatro romano, dove ancora oggi vanno in scena spettacoli, Cáceres con il suo centro storico nobiliare in pietra perfettamente conservato — e Salamanca, la cui università insegna dal 1218 e le cui facciate in arenaria risplendono di una luce dorata al tramonto. Tutte e quattro sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO; la Plata le collega a piedi.
In mezzo si trova il patrimonio minore, che spesso commuove di più: il portale romano a quattro arcate di Cáparra, che sorge solitario in aperta campagna e attraverso il quale passa il sentiero; gli scavi di Itálica, già il primo giorno di escursione; le terme di Baños de Montemayor, dove già i viaggiatori romani curavano i propri piedi; e Zamora, che con le sue chiese romaniche è considerata la capitale segreta di quell’epoca. La Plata è un libro di storia che si legge con i piedi.
Altri nomi
In spagnolo il percorso si chiama Vía de la Plata o Ruta de la Plata; in tedesco si è affermata la denominazione “Silberroute” o “Silberstraße”, mentre a livello internazionale è conosciuto come “Silver Way” o “Silver Route”. A rigor di termini, con «Vía de la Plata» si indica la strada storica che va da Siviglia ad Astorga; il percorso di pellegrinaggio verso Santiago viene quindi talvolta chiamato anche «Camino Mozárabe Sanabrés» quando ci si riferisce al tratto che prosegue attraverso Ourense. In questa pagina, con «Vía de la Plata» si intende l’intero percorso a partire da Siviglia, così come lo percorrono oggi i pellegrini.
Per chi è l'ideale – e per chi invece non lo è
La Plata è ideale per pellegrini esperti Durata: da sei a sette settimane per l’intero percorso; fisicamente impegnativo più per la lunghezza delle tappe che per il dislivello, mentalmente impegnativo per la vastità e il silenzio. Chi Storia ama, non trova una via più intensa — e chi nel Primavera parte e attraversa una fiorente Estremadura, che è uno dei paesaggi più belli della Spagna.
Il percorso della Plata non è quello giusto per il primo Cammino, per periodi di vacanza brevi e per la piena estate: tra giugno e agosto, con temperature ben superiori ai 40 gradi, l’Estremadura diventa semplicemente pericolosa e molti ostelli distano 30 chilometri l’uno dall’altro. Chi cerca compagnia e tappe brevi, sul Camino Francés oppure sul Cammino Portoghese. La Plata richiede autonomia — e in cambio offre libertà.
Percorso e paesaggio
Da Siviglia il percorso attraversa la valle del Guadalquivir e già il primo giorno passa accanto alle rovine di Itálica, per poi salire verso la Sierra Morena e addentrarsi nell’Estremadura: interminabili dehesas con lecci e maiali neri, cicogne su ogni campanile, e in mezzo villaggi imbiancati a calce. Passando per Mérida e Cáceres, il percorso sale verso il passo di Béjar e entra nella Castiglia e León.
Ora entra in scena l’altopiano: campi di grano a perdita d’occhio, con Salamanca e Zamora che spuntano come isole di pietra. Dopo Zamora, all’altezza di Granja de Moreruela, si trova il bivio più importante: a sinistra attraverso il Camino Sanabrés attraverso le montagne verso Ourense e Santiago, poi dritto verso Benavente e Astorga, dove la Plata si immette nella Camino Francés. In ogni caso: le ultime settimane conducono dal sentiero più deserto della Spagna a quello più affollato — un contrasto che bisogna vivere di persona.
Tappe, terreno e difficoltà
Fino ad Astorga si prevede che Da 30 a 38 tappe giornaliere; ecco le tappe classiche come punto di riferimento. Le tappe giornaliere sono lunghe: dai 25 ai 35 km sono la norma, e non tutte possono essere suddivise, perché semplicemente non c’è nulla in mezzo. Acqua, provviste e un’occhiata alla posizione dell’ostello fanno parte della routine quotidiana sulla Plata.
- Sevilla → Monesterio: circa 100 km — attraverso la valle del Guadalquivir, passando per Itálica e risalendo verso la Sierra Morena
- Monesterio → Zafra: circa 45 km — alla scoperta del paesaggio della Dehesa dell’Estremadura
- Zafra → Mérida: circa 60 km — verso la capitale romana della Lusitania, con il teatro e l’acquedotto
- Mérida → Cáceres: circa 70 km — lungo il lago artificiale di Proserpina e attraverso i boschi di lecci
- Cáceres → Galisteo: circa 75 km — Villaggi delle cicogne e orizzonti sconfinati
- Galisteo → Baños de Montemayor: circa 55 km — attraverso l’arco di Cáparra fino all’antica località termale
- Baños de Montemayor → Salamanca: circa 85 km — attraverso il passo verso la Castiglia, poi giù verso la città dorata
- Salamanca → Zamora: circa 65 km — un altopiano a perdita d’occhio, poi la città romanica sul Duero
- Zamora → Benavente: circa 65 km — a Granja de Moreruela il Sanabrés devia verso Ourense
- Benavente → Astorga: circa 70 km — gli ultimi chilometri del Plata fino alla foce nel Francés
Tutte le indicazioni relative alle tappe sono arrotondate: fa fede la lunghezza totale di 701,2 km da Siviglia ad Astorga. Chi a Granja de Moreruela imbocca il Cammino di Sanabrés, da lì ha ancora 370 km da percorrere fino a Santiago; chi prosegue fino ad Astorga, segue poi il Cammino Francese per 260 km. In entrambi i casi, il percorso totale da Siviglia ammonta a circa 1.000 chilometri.
Punti di interesse lungo il percorso
- Sevilla — La cattedrale, la Giralda e il primo timbro all’ombra degli aranci
- Itálica — città romana con anfiteatro, proprio il primo giorno di escursione nei pressi di Santiponce
- Le dehesas dell'Estremadura — Lecci, maiali neri e nebbia mattutina: il paesaggio più tranquillo della Spagna
- Zafra — la “piccola Siviglia” con le sue piazze circondate da portici
- Mérida — il teatro romano, l’acquedotto di Los Milagros e il ponte romano più lungo della Spagna
- Lago artificiale di Proserpina — diga romana, in funzione da quasi 2.000 anni
- Cáceres — la città nobiliare di pietra, come congelata nel Medioevo
- Arco de Cáparra — l’arco romano a quattro campate, isolato nel paesaggio; il sentiero lo attraversa al centro
- Baños de Montemayor — Terme di tradizione romana per i piedi stanchi dei pellegrini
- Salamanca — Plaza Mayor, l’Università del 1218 e la caccia alla rana sulla facciata
- Zamora — la capitale segreta del romanico, con ben due dozzine di chiese di quell’epoca
- Granja de Moreruela — il grande bivio con le rovine del monastero cistercense di Moreruela
- Astorga — Il fiabesco Palazzo Vescovile di Gaudí, all’incrocio con la via Francés
- Cicogne — sui campanili, sui pali e sulle rovine: i compagni inseparabili del Plata
Come i pellegrini intraprendono questo percorso
Il punto di partenza classico è Siviglia — facilmente raggiungibile dall’aeroporto o con il treno ad alta velocità AVE da Madrid. Chi ha meno tempo può partire da Mérida, Cáceres, Salamanca o Zamora; tutte e quattro sono collegate tramite treno e autobus e suddividono il percorso in tappe ragionevoli da una a due settimane. Per ottenere la Compostela, come sempre, conta il finale: almeno gli ultimi 100 chilometri a piedi, sia che si scelga il percorso di Sanabrés o quello del Francés.
La Plata costituisce inoltre l'asse portante di diversi percorsi secondari: il Cammino Mozarabico proveniente da Granada e Córdoba confluisce a Mérida, mentre a Granja de Moreruela ha inizio il Camino Sanabrés il percorso più popolare: circa tre quarti dei pellegrini del Plata lo scelgono invece della deviazione per Astorga. Chi combina entrambi i percorsi, alla fine avrà attraversato quasi tutta la Spagna da sud a nord-ovest.
Continuare il pellegrinaggio?
Chi, attraverso il Camino Sanabrés oppure il Camino Francés Una volta arrivato a Santiago, ha già circa 1.000 chilometri alle spalle — eppure molti continuano ad andare oltre: il Camiño a Fisterra conduce, in circa 91 km e 3-4 giorni, al promontorio sull’Atlantico, con il cippo chilometrico 0,0 presso il faro e la Fisterrana come certificato a sé stante.
Da Fisterra parte il Camiño a Fisterra-Muxía il promontorio, lungo poco meno di 29 chilometri costieri, con il santuario mariano di Virxe da Barca a Muxía. Dopo settimane trascorse nell’entroterra spagnolo, il mare è il degno punto finale — e il tramonto alla «fine del mondo» è l’immagine che rimane di questo lungo viaggio.
Preparazione e aspetti pratici
Il periodo migliore per visitarla è senza dubbio: Da marzo a maggio — allora fiorisce l’Estremadura — e inoltre Da settembre a ottobre. Si sconsiglia vivamente di partire in piena estate: tra giugno e agosto le temperature in Estremadura superano regolarmente i 40 gradi, e le lunghe tappe senza ombra né fontane diventano allora un vero e proprio rischio. L’inverno è un’opzione possibile, ma sull’altopiano castigliano fa freddo e c’è vento.
La Plata richiede una maggiore autonomia rispetto ai percorsi principali: gli ostelli sono più distanziati tra loro, nei villaggi i negozi non sono sempre aperti e in alcuni tratti l’acqua deve bastare per 20 chilometri. Lo zaino dovrebbe comunque non più del dieci per cento del peso corporeo peso. La segnaletica è buona: frecce gialle e, in Estremadura, i caratteristici cubetti di granito. Con la Camino Ninja App sei al sicuro: l’app ha a bordo l’intero percorso, comprese tutte le tappe, gli alloggi e i profili altimetrici — su un percorso con scarsa copertura di rete, è una risorsa preziosissima.
Per ottenere la Compostela ti serve la Credencial con i timbri: due al giorno negli ultimi 100 chilometri. E preparati a usare lo spagnolo come lingua di tutti i giorni: l’inglese è raro fuori dalle città — qualche parola di spagnolo qui apre porte e cuori.
Quanto ti costerà il percorso
Il Cammino della Plata è uno dei Cammini di Santiago più economici: il budget giornaliero si aggira solitamente intorno a Da 25 a 40 € (Aggiornato ad agosto 2026). Il costo degli albergues comunali è di circa 8–12 €, privato 12–18 €, e nei villaggi il menu del giorno è spesso disponibile già a 10–14 € — Tra questi, in Estremadura, ci sono il prosciutto e il formaggio, che altrove costerebbero il doppio. Solo a Siviglia e a Salamanca vale la pena prevedere un budget leggermente più consistente per i giorni da trascorrere in città.
Come arrivare
Secondo Sevilla Ci si arriva direttamente: l’aeroporto è servito da voli provenienti dall’area di lingua tedesca; in alternativa, da Madrid si può raggiungere con l’AVE in poco più di due ore e mezza. Anche Salamanca e Zamora sono facilmente raggiungibili in treno da Madrid — ideali per partenze parziali.
Una volta arrivati a destinazione, vale la solita procedura: a partire da Santiago de Compostela (SCQ) Puoi tornare direttamente in aereo oppure prendere il treno e l'autobus passando per Madrid. Chi si spinge solo fino ad Astorga, può partire comodamente in treno o in autobus passando per León.
- Come raggiungere il punto di partenza: Volo per Siviglia (SVQ) o AVE da Madrid; autobus e treno collegano tutte le principali città di tappa
- Intermezzo: Mérida, Cáceres, Salamanca e Zamora in treno/autobus da Madrid e Siviglia
- Ritorno: direttamente da Santiago (SCQ); da Astorga via León fino a Madrid
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